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Bibiana Borzì
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    Amate l’Architettura di Gio Ponti. Un libro per gli incantati dall’architettura

    Una spirale d’oro per celebrare Archimede

    Dante Gabriele Rossetti. Un italiano nell’inferno di Londra

      Dante Gabriele Rossetti, pittore e poeta della prima e della seconda stagione preraffaellita, incarna il mito dell’artiste maudit. Cresciuto all’ombra di Dante, grazie alla lezione paterna, coltiva il culto dei grandi Trecentisti italiani presenti nel suo immaginario sia pittorico che poetico. Definito da John Ruskin “un grande italiano nell’inferno di Londra” conduce un’esistenza fuori dai rigidi schemi del perbenismo vittoriano, vivendo a pieno amori difficili e tormentati. Una processione di silenziose madonne, di beate Beatrici, di belles dames sans merci, annuncia un tipo di bellezza funerea, squisitamente romantica, caratteristica delle ultime opere rossettiane. Emanano uno strano fascino queste eroine prigioniere di un passato ideale, sospese in un’atmosfera onirica e dai contorni vagamente noir. Qualcosa di spettrale si solleva dai loro gesti, dai loro sguardi, dalle loro figure stagliate su scenografici fondali. Dame crudeli e femmes fatales, tracce di un Medioevo sanguinoso, la perversione di Baudelaire e l’universo cupo di Poe. Tutto questo è racchiuso nelle opere di Rossetti. Proserpina, Pandora, Mnemosine, Lady Lilith, eroine rossettiane, sono immortali come dee. Sono icone profane frutto di un complesso cammino, nato nel nome di Dante e dei Primitivi italiani e sfociato in un inquieto e tragico presente, alimentato da passioni struggenti e condotto fino all’estremo, negli ultimi giorni di vita consumati dal cloralio.

    
    
    	
 
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    Bibiana Borzì, dottore di ricerca, studiosa di Storia dell’arte. Laureata in Lettere con lode all’Università di Catania. Ha partecipato attivamente a stage e seminari internazionali presso l'Ecole du Louvre di Parigi, l'Istituto Veneto di Scienze Lettere e Artidi Venezia, l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica presso l'Università di Catania. Attiva nella ricerca, ha curato mostre di arte contemporanea e pubblicato saggi su riviste e cataloghi. È autrice di una monografia dedicata a Giulio Aristide Sartorio (Sibilla di Giulio Aristide Sartorio. Fra testo e immagine, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2012). Ha insegnato Semiologia delle arti visive presso la Struttura didattica Speciale di Architettura dell’Università di Catania, con sede a Siracusa.


 

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