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Il Museo universitario come strumento di formazione  
Vincenza Ferrara
ISSN 1127-4883     BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 11 luglio 2000, n. 196 (29 agosto 1999)
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Area Musei

La definizione dell'ICOM : "A museum is a non-profit making, permanent institution in the service of society and of its development, and open to the public which, conserves, researches, communicates and exhibits, for purposes of study, education and enjoyment, material evidence of people and their environment. (ICOM Statutes, art. 2)." riconosce al museo il suo ruolo di divulgazione della cultura per l'educazione della società.

Di questo ruolo è partecipe il "museo universitario" svolgendo funzioni "di studio", "didattica" e "formativa-divulgativa", comuni alle strutture museali, possedendo, inoltre, una notevole potenzialità informativa in quanto inserito in un ambiente accademico (1) infatti:

  • Il museo universitario trae origine , solitamente, da collezioni raccolte da studiosi anche nel secolo scorso e questo ne fa archivio di memoria storica di notevole importanza.
  • Proprio perchè legato ad una disciplina accademica, può fornire strumenti "culturali" per la descrizione degli oggetti esposti, che possono aiutare il cittadino ad approfondire la conoscenza di una materia specifica e diventare di notevole supporto allo studente che può utilizzare il materiale scientifico come confronto con gli studi teorici affrontati.
  • La ricchezza degli archivi museali universitari, solitamente collegati con biblioteche della stessa area consentono un arricchimento documentale del materiale conservato.
  • Gli spazi articolati secondo un percorso espositivo didattico in quanto inseriti in una struttura accademica, vengono utilizzati anche per esposizioni riferite allo sviluppo di ricerche legate alla disciplina di cui il museo è referente.(2)

Il Museo universitario, nell'ambito di una nuova organizzazione di didattica e orientamento con l'esigenza di un collegamento sempre maggiore tra università e scuola, esprime già le sue funzioni, almeno in ambito educativo, non a caso è di uso frequente l'organizzazione di visite guidate per le scuole medie inferiori ai musei universitari seguendo un calendario coincidente col percorso didattico di tipo storico o scientifico.

La formazione

L'introduzione delle nuove tecnologie multimediali è stato di notevole supporto alla sperimentazione di nuove metodologie per l'istruzione. Il museo viene strutturato con un percorso di "immagini" (oggetti esposti) e un percorso "testuale" (descrizione di tali oggetti), per questo bene si adatta la struttura ipertestuale. La tecnologia multimediale amplifica le potenzialità informative museali permettendo di leggere ì singoli oggetti esposti come "nodi" di reticoli storici e concettuali complessi, mediante la costruzione di mappe ipertestuali. (3)

Con il termine di "mappa ipertestuale" ci riferiamo al modo in cui vengono organizzate le pagine dell'ipertesto in base a collegamenti tra diversi livelli. I principi dell'ipertesto prevedono che i segmenti di informazione siano collegati insieme, mentre gli utenti possono sfogliare il sistema attivando dei link che possono essere identificati in modi diversi a seconda delle metafore impiegate.(4)

Le possibilità educative insite nell'utilizzo delle mappe ipertestuali permettono lo sviluppo della capacità di stabilire delle relazioni intra e interdisciplinari tra argomenti appresi inserendosi nell'ambito di ricerche ed esperienze che hanno dimostrato come "l'apprendimento migliori nettamente in situazioni cooperative rispetto a situazioni competitive e di tipo individualistico" e come "lo sforzo cooperativo si traduca in una più frequente utilizzazione di strategie di ragionamenti ad alto livello" e inoltre come "L'uso di ipertesti in ambiente scolastico favorisce l'apprendimento per la sua struttura collaborativa". (5)

Questa metodologia permette, quindi, di realizzare un progetto interdisciplinare e collaborativo. Lo studente diventa soggetto attivo del percorso didattico apprendendo e sviluppando capacità logiche di analisi, sintesi e verifica, attraverso le fasi in cui normalmente si articola un progetto: scelta della problematica, definizione degli scopi, pianificazione.

In questo contesto diventa importante inserire, all'interno del percorso didattico, la conoscenza del museo dove lo studente puo' rintracciare mediante la fruizione degli "oggetti esposti" la visibilità materica di cio' cha ha teoricamente appreso dai testi adottati.

L'evoluzione tecnologica permettendo un nuovo modo di comunicare e quindi di divulgare le informazioni ha contribuito anche al cambiamento delle istituzioni museali. Tali strutture si propongono, tra l'altro, come uno spazio per l'apprendimento attivo. Nasce il concetto di "museo virtuale" come una rappresentazione alternativa al museo.

Possono esserci diversi modi di realizzare, e quindi di definire, un "museo virtuale" in relazione alla funzione che tale sistema può assumere:

  • Museo virtuale come simulazione. Provare a ricreare l'esperienza della visita del museo reale (Le così dette "passeggiate virtuali").
  • Museo virtuale come divulgazione di informazioni: lo strumento multimediale viene utilizzato prima o dopo la visita reale del museo, offrendo ulteriori informazioni rispetto allo spazio espositivo, ossia la visibilità e la documentazione di oggetti non altrimenti disponibili. (Modo europeo di pensare il museo virtuale)
  • Museo virtuale nella reale accezione del termine ossia un prodotto multimediale indipendente dal museo reale con molte sezioni e mostre soltanto in rete. (Modo americano) (6)

Secondo MCKenzie "Un museo virtuale è una collezione di manufatti e risorse informative - virtualmente di qualsiasi cosa possa essere digitalizzata. La collezione può includere pitture, disegni, fotografie, diagrammi, grafici, registrazioni, segmenti video, articoli, interviste, database numerici ecc. Esso può anche offrire indicazioni di altre risorse informative rilevanti per mettere a fuoco l'oggetto museo." "molto del materiale inserito in un museo virtuale puo' essere generato e prodotto dagli studenti come metodologia di istruzione e apprendimento".(7)

La tipologia di "museo virtuale" così descritta è quella che puo' meglio supportare la didattica e l'interazione tra università e scuola, così come si sta configurando da qualche tempo secondo le linee guida per lo sviluppo della divulgazione scientifica che definisce i musei universitari importanti "luoghi di cultura".

In questa ottica si possono prevedere diverse attività:

  • Una prima da parte della struttura museale universitaria nella produzione di prodotti multimediali o siti web con mappe ipertestuali strutturate in un percorso introduttivo alla visita reale del museo che contestualizzi l'oggetto espositivo, anche attraverso le collezioni, che normalmente fanno parte delle istituzioni universitarie, utilizzate per la ricerca e che nella maggior parte dei casi sono esposte solo in casi particolari o affatto.
  • La seconda attività dovrebbe essere di pertinenza scolastica , la quale dovrebbe guidare gli studenti, dopo la visita al museo, a contestualizzare in un ambito multidisciplinare (La storia, La scienza, il contesto sociale e culturale, l'arte, ecc) gli "oggetti" visti.

Vincenza Ferrara


Note

1 A cura di M. Barbanera e I. Venafro "I Musei dell’Università «La Sapienza»", Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1993

2 V. Ferrara "Un Museo universitario - Didattica e ricerca sulla rete Internet" in Atti del convegno "Didattica, Società, Cultura, Mercato: le nuove frontiere di Internet" Milano 13-15 Gennaio http://campus.sede.enea.it/internetscuola/NIR-IT/attiNIR98.html

3 P. Galluzzi "Nuove tecnologie e funzione culturale dei musei - opportunità e scenari per il terzo millennio" in "I formati della memoria. Beni culturali e nuove tecnologie alle soglie del terzo millennio" a cura di P. Galluzzi e P. A. Valentino, Firenze, Giunti, 1997.Http://www.quipo.it/netpaper/galluzzi.html

4 M. Forte, M. Franzoni: "Il museo virtuale: comunicazione e metafore" in "Sistemi intelligenti", Il Mulino, anno X, n.2, agosto 1998

5 A. L. Anelli "Dal sapere collaborativo all’ipertesto. Un’esperienza didattica" in Tracciati, n.3, Dicembre 1997. Http://www.eurolink.it/scuola/tracciati/tracciati3/cosa.html

6 M. Forte, M. Franzoni: "Il museo virtuale: comunicazione e metafore" in "Sistemi intelligenti", Il Mulino, anno X, n.2, agosto 1998

7 J. McKenzie "Virtual Museums. Full of sound and fury signifying" - 1994. Http://www.bham.wednet.edu/muse.htm



 
 

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