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Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America: un bozzetto inedito di Cesare Fracassini  
Stefania Alunni
ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 10 Luglio 2009, n. 530
http://www.bta.it/txt/a0/05/bta00530.html
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Passando in rassegna le esigue fonti biografiche intorno alla figura di Cesare Fracassini notiamo che il dipinto raffigurante lo Sbarco di Cristoforo Colombo in America non ha meritato molta considerazione da parte della critica che piuttosto si è soffermata su altri soggetti storici. L’opera è stata portata all’attenzione soltanto da Francesco Sapori nel 1920 e da Pietro D’Achiardi nel 1938.

È oggi possibile aggiungere un tassello mancante all’elaborazione del quadro che sembra sia stato concepito attraverso la stesura di più bozzetti, importanti per approfondire l’evoluzione pittorica che ha portato il Fracassini alla realizzazione della composizione finale. 

Il merito va alla Dottoressa Giovanna Androni Nascimbene che, avendo ereditato il bozzetto dallo zio della suocera, mi ha consentito di mettere a confronto questa versione con le altre ideate dal Fracassini sullo stesso tema, a testimonianza di come l’idea procedeva attraverso stadi di definizione.

Dopo aver descritto il momento in cui Belisario libera la città di Orvieto dai Goti per il sipario del teatro della cittadina umbra e successivamente l’episodio di Beatrice Cenci al patibolo, che lascia incompiuto, il giovane pittore nel 1866, su commissione del Signor Aspinwall di Filadelfia, si cala ancora nel filone della pittura storica inserendosi in un più ampio panorama artistico che lo pone oltre i confini geografici in cui aveva operato.

Al momento si conoscono soltanto due bozzetti, ma anche  schizzi, appunti e studi (raccolti in un album donato dal Dott. Enrico Venanzi nel 1991 ai Musei Vaticani e conservato presso la Collezione di Arte Religiosa e Moderna dei Musei) che costituiscono il punto di partenza per l’elaborazione del dipinto.

Risulta evidente che questo bozzetto (fig. 1) sembra essere la versione intermedia tra quella resa nota nel 1999 e l’opera definitiva. Nello studio già preso in esame (fig. 2) i tratti fisionomici dei personaggi si rivelano più sfuggenti  man mano che lo sguardo arriva fino a poppa della scialuppa. Dietro il veliero, di minori dimensioni, si intravede appena nelle poche linee tracciate a matita che accennano a definire le vele.

Dall’esame comparato occorre dire che l’impostazione è corrispondente, ma allo stesso tempo, nel bozzetto appartenente alla collezione Androni Nascimbene si nota un ulteriore evoluzione che lo rende prossimo rispetto all’opera. Qui porta avanti il discorso avviato precedentemente: tutto si concentra al momento dell’arrivo nella nuova terra con efficacia e immediatezza della resa.

La nave ammiraglia, ora definita nei particolari, irrompe imponente sul lato destro con le vele ammainate. Masse cupe e gruppi di figure si perdono sui ponti del veliero. Il Fracassini ci restituisce soltanto la prua di una delle tre imbarcazioni a vela, allestite nel porto di Palos per il lungo viaggio. Dopo aver sfidato tutti coloro che avevano osteggiato il suo progetto Colombo compie la traversata dell’Atlantico per giungere nel nuovo continente il 12 ottobre del 1492. Qui viene rappresentato il momento in cui, con i capitani Pinzó, gli inviati reali e alcuni marinai, sta per sbarcare sull’isola, ancora inconsapevole che non si sarebbe trattato delle Indie. Era quasi il sorgere del giorno al momento dell’arrivo e le notazioni atmosferiche descrivono pienamente l’oscurità delle ultime ore notturne senza offuscare, pur utilizzando una tavolozza di colore scuro, la vivacità dei colori e il contrasto chiaroscurale.

Lo spazio si amplia all’orizzonte lasciando intravedere nubi in prospettiva che avanzano.

Il centro focale della composizione (fig. 3) è costituito dalla scialuppa a remi capitanata dall’ammiraglio Cristoforo Colombo (titolo concesso il 17 aprile del 1492 dalla Monarchia spagnola con la convenzione di Santa Fè) che, stante a prua in atteggiamento nobile, sorregge con fierezza il vessillo con l’effige degli stemmi reali di Spagna, posti al centro della bandiera: una croce verde scuro su campo bianco ai cui estremi dei due bracci orizzontali sono visibili le lettere F e Y, iniziali del Re Ferdinando di Castiglia  e della Regina Isabella d’Aragona.

Dietro il gruppo dei galeotti che, desiderosi di approdare, si mostrano intenti a dare le ultime remate allo scorgere del  lembo di terra che sporge sulla sinistra caratterizzato da “spiagge lunate ad arco” (S. Kambo, Cesare Fracassini, in “Conferenze e Prolusioni”, a. XII, n. 8, aprile 1919). È interessante notare come il Fracassini riesca a cogliere l’immediatezza degli stati d’animo, la varietà dei volti pulsanti di vita e soddisfatti per l’impresa compiuta. Sono alcuni dei 120 membri dell’equipaggio: erano andalusi, baschi, galiziani, un portoghese e quattro italiani.

Lo scorgere della prima isola (detta Guanahani e ribattezzata in seguito da Colombo San Salvador) dell’arcipelago delle Bahamas (allora chiamate Lucayas) coglie i personaggi in atteggiamento di sorpresa: un fremere di sguardi, un esultare generale sottolineato dal coinvolgimento dell’intero equipaggio, quasi un palpitare che si propaga nell’animo e nell’espressione di ognuno. La resa accurata delle vesti, gli scintillii metallici delle armature, le maniche rigonfie a righe verdi e bianche del personaggio seduto sul lato sinistro accanto a Cristoforo Colombo, il drappo rosso gettato sul bordo della piccola imbarcazione, gli elmi lucenti, le mani protese verso la meta raggiunta, le teste inclinate per condividere l’entusiasmo, tutto concorre  a definire la verità dell’evento.

Si può dire che Fracassini anche in questa tela mostri una capacità di affrancarsi dall’insegnamento accademico nella ricerca di una resa veristica ravvisabile anche nelle più fugaci espressioni.

Nuovamente un episodio del passato si coniuga pienamente con la fedeltà dei costumi e la ricerca dell’espressione umana in un equilibrio tra emozione e attenzione descrittiva. Nell’opera compiuta, invece, il pittore apporta delle modifiche nelle increspature della marina che risultano maggiormente evidenziate e nell’aggiunta di due galeotti sul primo ponte della nave.

Ripropongo in questa sede anche  il Ritorno di Cristoforo Colombo dopo la prima spedizione (fig. 4), commissionato al Fracassini nel 1868 da un americano, il cui nome rimane ignoto.

Un progetto lasciato allo stato di abbozzo a causa della morte dell’artista avvenuta in età prematura. Il fremere della massa, dato da figure minuscole e semplificate nelle forme, è realizzato con pennellate rapide che ci restituiscono il movimento della folla animata intenta ad accogliere Colombo, ma nonostante il vigore pittorico e la spontaneità dell’insieme tutto è ancora da definire.

Un progetto pieno di vitalità che non andò in porto e che chiude definitivamente il ciclo pittorico riferibile al navigatore genovese.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Alunni Stefania, Opere inedite di Cesare Fracassini (1838-1868) nei Depositi dei Musei Vaticani, in “Bollettino Monumenti Musei e Gallerie Pontificie”, vol. XIX, 1999.

F. Brunetti, Cesare Fracassini, in “L’Italia Artistica”, Agosto, 1968.

D’Achiardi Pietro, Cesare Fracassini, Conferenza tenuta alla Pontificia Insigne Accademia dei Virtuosi al Pantheon, in l’Urbe, a. III, n. 12, Roma, Fratelli Palombi, 1938.

Kambo Saverio, Cesare Fracassini. Discorso tenuto all’Associazione Artistica Internazionale di Roma la sera del 13 Dicembre 1919 nel cinquantenario della morte del grande pittore romano, in “Conferenze e Prolusioni”, a. XII, n. 8, Roma, 16 Aprile, 1919.

Sapori Francesco, Cesare Fracassini pittore 1838-1868, Torino, E. Celanza, 1920.











Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America

Fig. 1
Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America
Collezione Andreoni Nascimbene

Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America

Fig. 2
Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America
Foto Archivio Fotografico dei Musei Vaticani
© Musei Vaticani

Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America

Fig. 3
Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America
Collezione Andreoni Nascimbeni

Il ritorno di Cristoforo Colombo dopo la prima spedizione

Fig. 4
Il ritorno di Cristoforo Colombo dopo la prima spedizione
Foto Archivio Fotografico dei Musei Vaticani
© Musei Vaticani



	

Foto n. 1 e 3 cortesia Stefania Alunni

Foto n. 2 e 4 cortesia Musei Vaticani
Ogni riproduzione delle foto n. 2 e 4 è proibita

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