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Mi chiamo Simone Casu e accetto volentieri l'invito di Stefano Colonna, inviato alla mailing-list, a partecipare all'iniziativa dando le mie personali opinioni sui temi da voi stimolati. Le vostre domande, essendo alcune molto simili le ho raggruppate, cercando di vederle come aspetti differenti di uno stesso tema.
Che rapporto c'è tra Arte e comunicazione ?
Perché oggi la comunicazione è interrotta ?
In che forma sopravvivono oggi l'Arte e la comunicazione ?
Non so cosa intendiate per comunicazione, se vi riferite al solo atto di inviare dei dati ad altri io la considero informazione. La comunicazione per me è ascolto e risposta. Senza risposta non si ha comunicazione. Il rapporto
con l'arte è astratto, non so cosa sia l'arte. Il rapporto tra persone è concreto. Se si considera l'arte in quanto linguaggio o mezzo di trasmissione può essere comunicazione se utilizzato dall'artista non solo per parlare di se ma anche per ascoltare gli altri. Devo dire che nelle mie varie esperienze poche volte sono andato a mostre o rappresentazioni artistiche dove si sviluppasse una reale comunicazione tra artista e la gente. Anzi in molte occasioni al mio interessamento e alla mia proposta di comunicazione mi è stato risposto: "Che vuoi da me, le mie opere parlano per me, se non le capisci cavoli tuoi". Nella mia piccola esperienza di convivenza con altri artisti ho sperimentato tutt'altro che comunicazione, anzi, gli atteggiamenti più comuni sono stati: affermazione di sè;
narcisismo; imposizione delle proprie idee; prestigio. Atteggiamenti questi che non hanno niente a che vedere con il mio senso di comunicazione. Arte per me è comunicazione a partire dalle persone e non dalle opere.
La comunicazione avviene quando io considero l'altro, quando l'altro è necessario. Ad esempio se io devo raggiungere un obbiettivo, come ad esempio la messa in scena di un'opera teatrale, ho necessità del ritorno di quanto comunico, è come se io ogni volta che invio un dato all'altro gli chiedessi "Hai capito? Ricevuto?". Se ciò non avvenisse non ci sarebbe modo di costruire con l'altro, ad esempio se il regista dà delle indicazioni all'attore rispetto ad una battuta ha bisogno di vedere-ricevere con un atteggiamento, che nel nostro caso è la recitazione dell'attore, se quanto ha comunicato è stato percepito. Questo è necessario per la realizzazione della recita.
Ma se un artista ritiene che lui è, esiste, che la sua opera si possa realizzare solo con se stesso, non avrà più bisogno dell'altro per realizzare i suoi progetti. Lui è indipendentemente dall'altro, la sua arte
di conseguenza esclude l'altro. In questo senso gran parte delle opere del dopoguerra sono arte della non- comunicazione, dell'affermazione dell'io sul noi, della negazione dell'altro in quanto me stesso. Il rapporto tra arte e comunicazione attuale fa schifo, come tantissime opere d'arte di questi ultimi anni, che non ci includono, che non si rivolgono più alle persone ma negano la comunicazione.
Se invece si intende la comunicazione come un circolo di andata e ritorno, sicuramente il saper ascoltare, nel caso delle arti visive saper guardare e osservare, può cambiarci, cambiare il nostro stato, che, di conseguenza, si trasmette nelle nostre relazioni creando una trasmissione bocca-bocca, pensiero-pensiero, sentimento- sentimento, che può essere intesa come comunicazione, stimolata o suscitata da un'opera, aperta a raggiera verso il mondo.
Comunicazione è conoscenza ?
Se la comunicazione non viene affrontata con rigore, no, non è conoscenza ma qualcosa che mi capita, che mi succede. Se la comunicazione ha degli obbiettivi chiari, una chiara direzione, può essere il più grande strumento di ricerca per comprendere il senso più profondo del nostro e altrui agire, pensare e sentire.
Arte è conoscenza ?
In che modo e cosa si può conoscere attraverso l'Arte ?
Cosa s'intende per conoscenza ? Per me conoscenza è la somma del dato più l'esperienza; ossia studio la pioggia nel libro di testo a scuola (dato) e poi esco fuori, che piove, e la faccio cadere sul viso (esperienza), solo in questo modo posso dire di conoscerla. Se altrimenti avessi solo l'esperienza ne conoscerei il fenomeno, come quando si guarda la TV senza conoscerne il funzionamento; lo stesso vale se la mia acquisizione è solo nozionistica, saprei tutto sui transistor ma ne ignorerei gli effetti. Non solo, comparando e associando per affinità, similitudine, contiguità le mie esperienze con quelle altrui (comunicazione), posso comprendere anche se non vissute da me direttamente tramite dei dati; posso averne coscienza, ossia conoscenza, perché il meccanismo che sta alla base di esperienze apparentemente tanto diverse dalle mie è lo stesso di quelle degli altri, dato che comunque siamo tutti esseri umani.
L'arte di per sè non è conoscenza ma è sicuramente uno strumento per conoscere gli altri, se stessi e il mondo, ma solo se vi è un'esperienza artistica diretta accompagnata dallo studio della storia dell'arte e di tutte quelle conoscenze che ad essa si riferiscono, frutto di esperienze altrui. Non ritengo in questo senso che i critici, gli studiosi teorici o gli artisti che non hanno studiato persone dotate di Conoscenza dell'Arte per come io la intendo.
L'Arte dev'essere per tutti o per pochi ?
Capisco questa domanda solo se la relaziono ad un sistema di potere e di
denaro, che crea condizioni di grande disuguaglianza tra individui, paesi e
fasce sociali, e in queste condizioni l'arte è di chi se la può permettere
(tempo, denaro, libertà di pensiero, ecc.) ossia pochi eletti, pensando che
viviamo in un mondo in cui l'85% della popolazione sopravvive a stenti e il
10% muore di fame.
In altre condizioni l'arte sarebbe a disposizione di chi vuole, e così è giusto che sia.
Quali messaggi si possono comunicare attraverso l'Arte e i linguaggi creativi ?
Messaggi ? Ossia temi sintetici e forti ? Tipo "Ti amo" e basta ? Non so, è
difficile con l'arte parlare di messaggi dato che il mezzo-forma è
totalmente fuso coi contenuti. Più che messaggi forse ci si potrebbe domanda
re che cosa pensiamo sia una nuova estetica, ma più che domandarselo e
dirselo, bisognerebbe crearla, anche se il pensiero è alla fonte
dell'opera ...
Perché un messaggio sia compiuto è necessario che raggiunga un destinatario capace di comprenderlo: ci sono attualmente metodi e strumenti per comunicare i messaggi dell'Arte alla massa ?
In relazione a quanto scritto prima sulla comunicazione, avviene comunicazione se si ha bisogno l'uno dell'altro. Non credo che avvenga comunicazione con la Tv o altri mezzi induttivi, che creano passività nell'interlocutore. La comunicazione è intenzionale e richiede attenzione, altro che passività! Prima di tutto bisognerebbe cambiare le condizioni di vita disumane in cui gli esseri umani vivono, poi sicuramente si potrà parlare di reale comunicazione di massa dei messaggi dell'arte, che, se sentiti e profondi, sono in antitesi con quanto ci tocca vivere.
Che significato può avere l'arte come mezzo di comunicazione di massa ?
L'Arte è stata fino all'evento del cinema, della radio e della televisione, il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza, e ancora oggi è un grande mezzo, se ci riferiamo ai maestri del passato. Non può certamente essere l'arte prodotta negli ultimi anni, sia perché è cambiata la gente, sia perché è cambiata l'arte (sembra quasi a farsi dispetto l'una con l'altra). Il suo maggiore significato, parlo dell'arte, non credo sia nella sua capacità comunicativa, ma nella sua applicazione. Per me il suo maggiore significato sta nel fare arte, per cui mi auguro che un domani tutti abbiano la possibilità di sviluppare questo strumento e viversi questa esperienza di ricerca del senso.
Qual è la funzione dell'artista nella società d'oggi ?
Dell'artista in quanto artista... Booh! Tante persone che si considerano "artista" hanno opinioni, modi di pensare, d'intendere la vita, la società, gli altri in maniera così diversa, confusa e complicata, che non vedo come l'artista come categoria, se mai si possa così definire, possa avere una funzione sociale. Allora bisognerebbe chiedersi che cosa ognuno intende per artista, come se lo immagina ? Come vorrebbe che fosse ?
Io personalmente ritengo che come artista vedo la mia funzione sociale in un modo diverso che come persona. Intendo dire, come persona sono incazzato per le multe, gli affitti, le spese, e tutto ciò che devo fare per sopravvivere. Come artista i conflitti, se pur vicini, sono differenti, non solo hanno a che vedere con il rapporto con la società, ma in grande misura con il rapporto con se stessi. In un certo senso l'artista è più catapultato verso il mondo interno, e la persona più verso quello esterno. Conciliare i due mondi non sarebbe male, e se questo è il suo principale conflitto, dovrebbe lottare affinché, sia lui che tutti gli altri umani abbiano la possibilità
di realizzare fuori il fantastico mondo che scorgono dentro, diminuendo sempre più il divario aspirazioni- società, che spesso crea forti contraddizioni esistenziali, e ci fa vivere alla Fantozzi, perennemente in
fuga nei sogni.
Nella pratica dovrebbe invece cambiare vari atteggiamenti che sono a mio avviso la sua galera, e dovrebbe rinascere in lui: la voglia di condividere con altri questa passione e non solo con chi è dell´ambito artistico, rifiutando l´individualismo cieco e schizofrenico, che tanti disagi gli ha procurato; la necessità di un sistema interpretativo della storia dell´arte a partire dalla valorizzazione delle arti popolari e delle tradizioni locali, dalla visione congiunta e comparata delle diverse arti nelle diverse zone del mondo; la necessità di riappropriarsi degli spazi fisici e culturali, all´interno di una società che aveva la pretesa di poter canalizzare le arti per il profitto di pochi e la povertà di tanti, operando nei luoghi della gente (periferie, piazze, locali pubblici, scuole); la consapevolezza che oltre all´aspetto soggettivo delle arti, c´è un aspetto sociale ugualmente importante e inscindibile dal primo.
E dovrebbe nel contempo rifiutare il "mito" dell´artista, secondo il quale l'´artista è al di sopra dei tempi e degli eventi, e la concezione di "genio universale", più vicina ad una concezione teologica dell´essere umano, che ad una concezione sociale e storica in cui l´artista rappresenta un parziale
momento di sintesi, come qualsiasi altro essere umano; l'emarginazione come "naturale" stato di vivere il suo essere diverso.
Qual è la funzione del critico nella società d'oggi ?
Se il critico sta all'artista come il carro ai buoi, dovrebbe tornare a stare dietro e a farsi guidare da noi, e non il contrario come oggi succede. Ma l'artista, forse, glielo ha lasciato fare non capisco se per ingenuità
sua o se per scaltrezza e viscidità del critico. Basta vedere Sgarbi o Bonito Oliva, sono così compiaciuti di se stessi che pare dicano "Noi siamo l'arte", e purtroppo hanno molto più potere degli artisti.
L'Arte è comunicazione o espressione?
Sono due cose diverse, e tutte e due possono vivere nell'arte. Di sicuro l'arte è sempre espressione ma non sempre comunicazione.
Vedere, guardare, accorgersi, contemplare: è importante e perchè ?
Perché si possa capire come agire nel mondo, senza distruggere. Capire è comprendere, vivere, non avere più timore, paura, sospetto che in tutto ciò che ci circonda si annidi già la nostra morte.
In che modo e fino a che punto l'Arte impegna sensi, mente, cuore, volontà,
coscienza ?
Nello stesso modo e fino allo stesso punto di qualsiasi altra attività vitale, da quando il nostro corpo esiste, ossia dal giorno in cui la nostra mamma ci ha partorito. Il punto di impegno è relativo alla nostra capacità
di identificarci con attenzione a quanto viviamo.
L'Arte è specchio fedele o infedele della bellezza ?
L'Arte è specchio fedele o infedele del caos ?
Fedele da che punto di vista ? Tutto è interpretazione e rappresentazione. La bellezza e il caos sono stati rappresentati con modelli differenti a seconda dell'immaginario dell'epoca.
L'Arte contro la violenza ?
Non l'arte, ma gli artisti, per meglio dire. Molti sono a favore. Tipi di violenza ce ne sono tanti e a tanti livelli: economica, razziale, psicologica, morale, affettiva, fisica, religiosa e tutti vi partecipano, e se non fanno niente contro ne sono anche complici o a favore. Per cui chi non è contro è a favore, o è sconnesso e non vede ... o forse non vuole vedere ?
L'Arte: bene di consumo o bene immateriale ?
I percorsi dell'immaginazione ci portano lontano dalla realtà o ci
avvicinano ad essa ?
Arte è realtà ?
Perchè esiste una realtà al di fuori di noi che la vediamo ? O noi tutti la
immaginiamo ?
Arte astratta e Arte figurativa: che senso ha oggi questa distinzione e perchè ?
Pittura, scultura, musica e poesia: i linguaggi creativi possono allearsi
per bucare il muro della non-comunicazione ?
Arte del Rinascimento è centralità dell'uomo. Arte contemporanea è... ?
Centralità dell'uomo, solo che gli umanisti per uomo intendevano l'essere umano, mentre oggi s'intende proprio un uomo, naturalmente, ognuno mette se stesso al centro.
L'Arte futurista è la civiltà della macchina. L'Arte del futuro è la civiltà
telematica ?
Spero che sia la civiltà delle persone concrete, ben distinte da ciò che producono, e non identificate come ora con il mondo esterno. "Io sono il mio corpo, Io sono il mio stipendio, Io sono quel che pensano gli altri, Io sono ... "
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