bta.it Frontespizio Indice Rapido Cerca nel sito www.bta.it Ufficio Stampa Sali di un livello english
Francesco De Santis
Contributi 
			BTA Curriculum e-mail
 


    Astrologia, Storia e Virtus in Giorgione e Giulio Campagnola

    Gli affreschi di San Catervo a Tolentino e la loro relazione con Giulio Campagnola e Giorgione

    Le xilografie della morte di Semele e dell’infanzia di Bacco dell’Hypnerotomachia Poliphili

    Ipotesi per un soggiorno a Roma di Giulio Campagnola e il suo presunto ritratto nella Cappella Carafa

      L’articolo mette in evidenza le relazioni di Giulio Campagnola con certi ambienti dell’Umanesimo romano a cavallo tra Quattro e Cinquecento e prende le mosse dall’idea di Enrico Guidoni che, individuando nella scena della Disputa di san Tommaso d’Aquino affrescata da Filippino Lippi nella Cappella Carafa in S. Maria sopra Minerva, il ritratto del giovane artista padovano vicino a quello di Giorgione e, sulla base del confronto di alcuni particolari di questo brano pittorico con altri riscontrati in una tavola coeva di incerta attribuzione conservata a Padova, ipotizza la presenza dei due sodali a Roma negli anni in cui veniva realizzata l’opera lippesca, nell’ambito di una condivisa formazione artistica itinerante. Al fine di dimostrare la sussistenza di un rapporto del Campagnola col cardinal Oliviero Carafa, dotto committente dell’affresco, vengono indagati i legami di quest’ultimo con il cardinal Raffaele Riario, del quale Giulio Campagnola diverrà “familiare” un paio di anni dopo la conclusione del dipinto romano e la sincera amicizia ispirata a comuni interessi neoplatonici tra il veneto e l’insigne agostiniano Egidio da Viterbo, molto vicino anche a suo padre Girolamo Campagnola ed in stretto contatto col Riario. La probabile identità di Giulio Campagnola col fanciullo biondo elegantemente vestito ritratto nell’affresco capitolino, viene letta alla luce della raffinata educazione umanistica che il giovane artista plasmava sin dall’infanzia e che ben si sarebbe conciliata con il carattere sapienziale ed ermetico della scena di S. Maria sopra Minerva, a testimonianza del fatto che il padovano, per quanto all’epoca appena adolescente, godeva proprio grazie alla sua eccezionale sebbene ancora in nuce preparazione culturale, già di una notevole considerazione all’interno non solo dei più eruditi contesti veneti ma anche romani, come dimostra anche un affresco conservato nel castello Savelli di Palombara Sabina, direttamente ispirato alla sua celebre incisione dell’Astrologo.



	
 
Contributi BTA Curriculum e-mail
 


 

Risali





BTA copyright MECENATI Mail to www@bta.it