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Il restauro di Palazzo Borghese. L'assegnazione del Premio Sotheby's 1999 Roma, Pal. Borghese
12 ottobre 1999
Natascia Moroni
ISSN 1127-4883     BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 6 gennaio 2001, n. 244
http://www.bta.it/txt/a0/02/bta00244.html
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Area Restauro

La prima edizione italiana del Premio Sotheby´s ha deciso quest´anno (1) di premiare il restauro delle parti esterne di Palazzo Borghese.

Il Premio Sotheby´s nasce dalla collaborazione tra l´Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) e la famosa Casa d´Aste inglese, nell´ambito di una politica atta a stimolare la ricerca di soluzioni per le problematiche concernenti il restauro e la tutela di dimore storiche appartenenti a privati. I problemi affrontati durante l´esecuzione del restauro sono stati molteplici: dagli intonaci alle parti lapidee delle pareti, alle figure e alle decorazioni in stucco delle fontane. Ogni parte ha richiesto una precisa valutazione e catalogazione del diverso stato di degrado e relative origini attraverso analisi chimiche e stratigrafiche precise con il conseguente studio della tipologia d´intervento più adatta da effettuare. La volontà fondamentale è stata quella di conservare il più possibile i materiali originali salvo nei casi in cui questo si rendeva impossibile.

Il restauro, che ha interessato il magnifico ninfeo con le proprietà che su di esso si affacciano, il loggiato a tre ordini sovrapposti ed il prospetto interno dell´ala del palazzo verso Ripetta, è avvenuto in tre fasi successive: pulizia generale e preliminare consolidamento per evitare il distacco delle parti nelle fasi seguenti; eliminazione delle incrostazioni; definitivo riconsolidamento, ricomposizione e finitura.

Le pareti si presentavano con un diffuso fenomeno di dilavamento che aveva intaccato solo lo strato più superficiale, mentre in situazioni più gravi si presentavano le zone delle fontane sottoposte allo stillicidio d´acqua, dove massicce incrostazioni di carbonato di calcio avevano inglobato i materiali originali. Le parti di intonaco non più recuperabili sono state asportate e reintegrate con malte di calce idraulica a basso contenuto salino, pozzolana macinata di diversa grana e lattice acrilico. Molte zone dello stucco erano poi scoppiate per le infiltrazioni dovute a tubature ormai logorate. Interessante è stato il metodo usato proprio per queste zone, ricompattate e riconsolidate attraverso infiltrazioni di resine acriliche. In questo modo è stato possibile utilizzare ancora, per il funzionamento delle fontane, le tubature originali.

Grande attenzione è stata dedicata alla coloritura degli stucchi, dei marmi e delle varie specchiature per ricostituire il più fedelmente possibile l´integrità cromatica dell´insieme. Per completare il recupero dell´intero complesso del ninfeo è stato restaurato anche il giardino, dove si è perseguita la ricerca e la piantumazione delle medesime essenze vegetali del passato. Dal pavimento semicircolare a mosaico, subito sotto gli appartamenti principeschi, dipartono, a raggiera, vialetti ed aiuole che indirizzano l´occhio verso le eccezionali fontane di carattere mitologico tra le quali non si può non rimanere affascinati, in modo particolare, dal rigoglio decorativo della Fontana di Venere. Tale meticoloso lavoro di restauro ha restituito ai cultori dell´arte e non solo, uno degli angoli più suggestivi e preziosi del Barocco romano, forse da troppo tempo dimenticato. L´ADSI non ha scopi di lucro e si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, contribuendo alla tutela del patrimonio culturale.

È un piacere constatare come si possano ottenere risulati encomiabili anche con la sola mobilitazione di privati interessati alla tutela di beni storico-artistici d´incommensurabile valore. Ci si augura che questo sia solo l´inizio di una maggiore attenzione rivolta verso il settore.






NOTE

1 1999 n.d.r.
 
 

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