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Percorsi
biografici
La
mostra Donne nella
Napoli spagnola. Un altro Seicento
segna un momento di particolare vitalità nella riflessione sul ruolo
delle donne nella Napoli vicereale: l'esposizione, in corso presso le
Gallerie d'Italia di Napoli dal 20 novembre 2025 al prossimo 22 marzo
2026, si configura come un'operazione storiografica di ampio respiro.
Insieme alle due giornate di studi, tenutesi il 24 e 25 febbraio,
offre l'occasione per ridefinire il ruolo delle donne nel contesto
partenopeo d'età spagnola, che si rivelano protagoniste attive di
dinamiche artistiche, musicali e intellettuali.
Il
progetto curato da Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli,
Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer si inserisce nel dibattito
critico condotto negli ultimi anni, anche in occasione di altre
esperienze espositive che hanno riportato in luce quest'altro
Seicento. Le ricerche attributive e archivistiche che hanno preceduto
la mostra aprono nuove domande e ulteriori prospettive sugli studi di
genere e su un secolo che continua a generare interrogativi.
Sono
esposte sessantanove opere tra dipinti, disegni, sculture e
manoscritti (tra i quali anche documenti archivistici). Ad aprire il
percorso sono Fede Galizia e Lavinia Fontana, due pittrici non locali
che lasciarono testimonianze significative nella città partenopea.
Fede Galizia, proveniente da una famiglia di artisti, ricevette la
commissione di due pale d'altare destinate alla chiesa di Sant'Anna
dei Lombardi: la prima è l'Adorazione
dei Magi realizzata
nel 1610 e ritrovata in occasione della mostra monografica tenutasi
al Castello del Buonconsiglio di Trento, nel 2021 ;
la seconda si tratta del San
Carlo in Estasi
richiestole dal bergamasco Pietro Cortone nel 1611. Nella chiesa di
Sant'Anna dei Lombardi, Fede Galizia poté vedere opere di colleghi
del calibro di Caravaggio, Battistello Caracciolo e Carlo Sellitto,
del quale la mostra espone le tre tele superstiti con Storie
di San Pietro [Fig. 1].
Fig. 1 - CARLO SELLITTO, Crocifissione di san Pietro, (1610/1612 ca), Olio su tela, 180 cm, Como, quadreria dell'Ospedale Sant'Anna, ASST Lariana (Fotografia: Susanna Winkler)
Anche
Lavinia Fontana godette della possibilità di imparare l'arte
pittorica nell'ambiente domestico, attraverso il lavoro del padre
Prospero. Oltre alla commissione da parte di Giovan Lorenzo Casola
della Madonna con il
Bambino, San Francesco e il committente,
per la chiesa della Ss. Trinità di Piano di Sorrento, l'artista è
presente in mostra anche con i due ritratti di Carlo Sigonio e di
Federico Pendasio, recentemente ritrovati da Denunzio [Fig. 2] ,
Fig. 2 - Allestimento (Fotografia: Susanna Winkler)
e con il piccolo, ma famosissimo, Ritratto
di Antonietta Gonzalez,
la giovane diventata famosa per aver ereditato dal padre uno
sbilanciamento fisiologico che risultava nella crescita dei peli sul
viso [Fig. 3] .
Fig. 3 – LAVINIA FONTANA, Antonietta Gonzales (1592), Olio su tela, 57x45,7 cm, Blois, Château Royal (Fotografia: Susanna Winkler)
La realizzazione di questo dipinto – e di un'altra versione emersa
sul mercato antiquario il 4 giugno 2023
– era stata preceduta da un disegno conservato presso la Pierpoint
Morgan Library di New York, già parte della mostra monografica
curata da Vera Fortunati nel 1998 .
Un'altra
tela appartenente all'ambito dei mirabilia
è il Ritratto
di Maddalena
Ventura con il marito e il figlio,
realizzato da Jusepe de Ribera su commissione del viceré di Napoli
Fernando Áfan de Ribera y Enriquez, uomo di cultura a cui piaceva
collezionare ritratti di nani e persone deformi, per interessi
scientifici e antropologici .
Maddalena Ventura si trovava a Napoli nello stesso periodo del
soggiorno dello Spagnoletto, che trovò nell'occasione l'opportunità
di misurarsi con un soggetto eccezionale, un unicum
nella sua produzione pittorica, in cui riesce a evitare la caricatura
per donare al soggetto l'alta dignità di cui si meritava .
Nello
stesso periodo dovette essere presente nella città Diego Velázquez,
il più importante pittore del Siglo de Oro, che poté effigiare
l'Infanta Maria d'Austria, forse nel Ritratto
esposto in mostra, già assegnato al soggiorno napoletano nel 2024,
sebbene con qualche restante incertezza ,
a causa dei numerosi ritratti dell'Infanta realizzati dal pittore
sivigliano.
Non
possono ovviamente mancare dei focus
sui soggiorni a Napoli di Giovanna Garzoni e di Artemisia
Gentileschi, che assecondavano il gusto artistico del viceré
Fernando Áfan de Ribera. La Gentileschi, già protagonista della
mostra monografica Artemisia
Gentileschi a Napoli
tenutasi sempre presso le Gallerie d'Italia tra 2022 e 2023, merita
un'attenzione particolare, perché la sezione dedicatale risulta
curata in maniera scientificamente rilevante: espone al pubblico
italiano alcuni lavori dell'artista lontani geograficamente o ancora
inediti. Tra questi, meritano di essere menzionati due piccolissimi
oli rappresentanti Gesù
Bambino dormiente,
realizzati all'inizio del suo arrivo a Napoli, nel 1630. Accanto
all'esemplare del Museum of Fine Arts di Boston – identificato come
un'Allegoria della
Morte nel catalogo
della mostra Artemisia
Gentileschi a Napoli
– e a quello di collezione privata ex Orsini ,
un'assoluta novità per gli studi è il Gesù
Bambino dormiente sulla croce,
che amplia e problematizza ulteriormente la riflessione sulle
varianti iconografiche del soggetto.
Ampio
e articolato è lo spazio che l'esposizione dedica a Diana Di Rosa,
tra le figure più significative del Seicento napoletano [Fig. 4].
Fig. 4 - DIANA DI ROSA, Eliezer e Rebecca al pozzo - Cristo risorto e santa Maria Maddalena (1630/1635 ca - 1635/1640 ca), Olio su tela, 129,5x180,5 cm - Olio su tela, 143x123 cm, Napoli, Galleria Porcini - Collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)
Per secoli fu
considerata allieva di Massimo Stanzione e per questo ci si riferiva
a lei come «Annella di Massimo»; fu raccontata da Bernardo De
Dominici attraverso le memorie di Stanzione, tra cui compare
l'episodio della tragica uccisione da parte del marito Agostino
Beltrano per gelosia: un evento che aveva relegato la figura di Diana
a soggetto di novelle, drammi e dipinti ottocenteschi, oscurando la
sua produzione artistica. Ampiamente studiata in una recente
monografia curata da Giuseppe Porzio ,
l'artista ritrova in questa mostra un riconoscimento pubblico: emerge
una personalità forte, più di quella del marito Agostino, che
dovette ricoprire il ruolo di collaboratore della moglie, come si
verifica nello Sposalizio
di Maria Vergine
esposto in mostra [Fig. 5].
Fig. 5 - DIANA DI ROSA e AGOSTINO BELTRANO, Sposalizio della Vergine (1640 ca), Olio su tela, 135,5x250 cm, Napoli, Basilica di san Giovanni Maggiore (Fotografia: Susanna Winkler)
Il percorso espositivo mette in rilievo le numerose nuove
attribuzioni all'artista, tra le quali Santa
Cecilia e un angelo,
passata in asta nel 2022 a Parigi e acquistata successivamente dal
Museum of Fine Arts di Boston ;
risulta interessante anche per vedere differenze e analogie tra gli
stili di Annella
e delle personalità che circondavano la sua figura. Infatti, la tela
con Eliezer e Rebecca
al pozzo, in occasione
della comparsa sul mercato antiquario assegnata al fratello Giovan
Francesco, detto Pacecco
,
è stata riconsegnata a Diana.
Una
sezione tematica è dedicata alle dive napoletane: Andreana, o
Adriana, Basile, fu la cantante scelta dai Gonzaga ma famosa in
Europa [Fig. 6].
Fig. 6 - CARLO SELLITTO, Andreana Basile (1609/1610 ca), Olio su tela, 106x90,5 cm, Napoli, collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)
La Basile,
accompagnata dalla sua numerosa famiglia, viaggiò per le corti
italiane, dove fu sempre accolta con ossequi. Figura altrettanto
affascinante è Giulia De Caro, «stella dell'alcova e della scena
partenopea» ,
la cui vicenda biografica si intreccia con quella dell'impresaria
Cecilia Siri Chigi, che ne sostenne il ritorno a Napoli dopo gli
scandali che l'avevano costretta ad allontanarsi dalla città. La
stessa Giulia, detta Ciulla,
investì direttamente nell'attività teatrale partenopea,
inaugurandone un inedito percorso storico.
Nell'ultima
sezione, la mostra mette in luce figure di «piccole artiste»,
termine coniato da Eve Straussman-Pflanzer, non in senso riduttivo,
ma per richiamare l'attenzione su biografie rimaste ai margini della
storiografia per secoli. Tra queste, le due suore Luisa Capomazza e
Maria De Dominici, esperta scultrice che lasciò un'Immacolata
Concezione a Malta;
Teresa Del Po, artista eccellente nelle miniature a gouache e nelle
incisioni e autrice di decine di stampe che sono giunte fino a noi e
ci permettono di conoscerne lo stile; Caterina de Julianis, figura
ancora da scoprire per i pochi punti fermi che i documenti rendono
noti, era l'unica ceroplasta napoletana della tarda età barocca, in
un ambiente di dimensioni ridotte e popolato da soli uomini.
Il
recupero di queste figure, tutt'altro che marginali nel loro tempo,
rappresenta una necessità metodologica: un'indagine il più
possibile contemporanea necessita di considerare anche la presenza
femminile per comprendere pienamente la fisionomia del Seicento
europeo.
NOTE
BIBLIOGRAFIA
Artemisia
Gentileschi a Napoli 2022
Artemisia
Gentileschi a Napoli (Catalogo
della Mostra, Napoli, Gallerie d'Italia, 3 dicembre 2022 - 19 marzo
2023), a cura di A. E. Denunzio e G. Porzio, Cinisello Balsamo (MI),
Skira, 2022.
Artemisia
2025
Artemisia:
héroïne de l'art
(Catalogo della Mostra, Parigi, 19 marzo - 3 agosto 2025), a cura di
P.
Cavazzini, M. C. Terzaghi, P. Curie, Bruxelles, Parigi, Fonds
Mercator, 2025.
DENUNZIO
2024
Antonio
Ernesto DENUNZIO, Two
Unpublished Portraits by Lavinia Fontana,
in “The Burlington Magazine”, CLXVI, 1458, 2024, pp. 893-899.
DENUNZIO,
PORZIO 2024
ID.,
Giuseppe PORZIO, Velázquez
a Napoli. e altre considerazioni sulle congiunture pittoriche tra
Spagna e Viceregno, in
“Velázquez. Un segno grandioso” (Catalogo della Mostra, Napoli,
Gallerie d'Italia, 23 aprile – 14 luglio 2024), a cura di A. E.
Denunzio, G. Porzio, D. Sobrino Ralston, Milano, Skira, 2024, p. 55.
Fede
Galizia 2021
Fede
Galizia. Mirabile Pittoressa
(Catalogo della Mostra, Trento, Castello del Buonconsiglio, 3 luglio
– 24 ottobre 2021) a cura di G. Agosti, L. Giacomelli, J. Stoppa,
Trento, Castello in Mostra, 2021.
Lavinia
Fontana 1998
Lavinia
Fontana of Bologna (1552-1614)
(Catalogo della Mostra, Washington D.C., The National Museum of Women
in the Arts, 5 febbraio – 7 giugno 1998), a cura di V. Fortunati,
Milano, Electa, 1998, pp. 13-31.
PORZIO
2023
Giuseppe
PORZIO, Diana di Rosa:
“bellissima, onestissima, virtuosa dipintrice” nella Napoli del
Seicento, Napoli,
Porcini, 2023.
Roma
pittrice 2024
Roma
pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo
(Catalogo della Mostra, Roma, Museo di Roma – Palazzo Braschi, 25
ottobre 2024 – 23 marzo 2025), a cura di I. Miarelli Mariani, R.
Morselli, Roma, Officina Libraria, 2024.
SPINOSA
2006
Nicola
SPINOSA, Ribera.
L'opera completa,
Napoli, Electa, 2006, p. 305.
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