bta.it Frontespizio Indice Rapido Cerca nel sito www.bta.it Ufficio Stampa Sali di un livello english
Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento: recensione della mostra presso le Gallerie d'Italia
Susanna Winkler
ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 19 Marzo 2026, n. 1003
https://www.bta.it/txt/a0/10/bta01003.html
Articolo presentato il 3 Marzo 2026, Accettato in data 4 Marzo 2026 e pubblicato in data 19 Marzo 2026
Precedente
Successivo
Tutti
Area Mostre

ABSTRACT

L'articolo recensisce la mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, che si tiene presso le Gallerie d'Italia di Napoli dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026. La mostra è concepita come un prosieguo degli studi sulle figure femminili già intrapresi nella città campana e in altre città italiane – basti ricordare la mostra Le Signore dell'Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600, tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 2021 e Roma Pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo, che presentava le artiste che lavorarono nell'Urbe tra XVI e XIX secolo.

Grazie all'apporto di conoscitori del calibro di Raffaella Morselli, di Giuseppe Porzio, di Eve Straussman-Pflanzer e del Vicedirettore delle Gallerie d'Italia di Napoli Antonio Ernesto Denunzio, l'esposizione ricostruisce, in un ampio e articolato lavoro scientifico, le vicende biografiche, artistiche e stilistiche di numerose figure femminili che si sono distinte nella città partenopea nel corso del Seicento.

Percorsi biografici

La mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento segna un momento di particolare vitalità nella riflessione sul ruolo delle donne nella Napoli vicereale: l'esposizione, in corso presso le Gallerie d'Italia di Napoli dal 20 novembre 2025 al prossimo 22 marzo 2026, si configura come un'operazione storiografica di ampio respiro. Insieme alle due giornate di studi, tenutesi il 24 e 25 febbraio, offre l'occasione per ridefinire il ruolo delle donne nel contesto partenopeo d'età spagnola, che si rivelano protagoniste attive di dinamiche artistiche, musicali e intellettuali.

Il progetto curato da Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer si inserisce nel dibattito critico condotto negli ultimi anni, anche in occasione di altre esperienze espositive che hanno riportato in luce quest'altro Seicento. Le ricerche attributive e archivistiche che hanno preceduto la mostra aprono nuove domande e ulteriori prospettive sugli studi di genere e su un secolo che continua a generare interrogativi.

Sono esposte sessantanove opere tra dipinti, disegni, sculture e manoscritti (tra i quali anche documenti archivistici). Ad aprire il percorso sono Fede Galizia e Lavinia Fontana, due pittrici non locali che lasciarono testimonianze significative nella città partenopea. Fede Galizia, proveniente da una famiglia di artisti, ricevette la commissione di due pale d'altare destinate alla chiesa di Sant'Anna dei Lombardi: la prima è l'Adorazione dei Magi realizzata nel 1610 e ritrovata in occasione della mostra monografica tenutasi al Castello del Buonconsiglio di Trento, nel 2021 1; la seconda si tratta del San Carlo in Estasi richiestole dal bergamasco Pietro Cortone nel 1611. Nella chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, Fede Galizia poté vedere opere di colleghi del calibro di Caravaggio, Battistello Caracciolo e Carlo Sellitto, del quale la mostra espone le tre tele superstiti con Storie di San Pietro [Fig. 1].



Fig. 1 - CARLO SELLITTO, Crocifissione di san Pietro (1610/1612 ca), Olio su tela, 180 cm, Como, quadreria dell'Ospedale Sant'Anna, ASST Lariana (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 1 - CARLO SELLITTO, Crocifissione di san Pietro, (1610/1612 ca), Olio su tela, 180 cm, Como, quadreria dell'Ospedale Sant'Anna, ASST Lariana (Fotografia: Susanna Winkler)

Anche Lavinia Fontana godette della possibilità di imparare l'arte pittorica nell'ambiente domestico, attraverso il lavoro del padre Prospero. Oltre alla commissione da parte di Giovan Lorenzo Casola della Madonna con il Bambino, San Francesco e il committente, per la chiesa della Ss. Trinità di Piano di Sorrento, l'artista è presente in mostra anche con i due ritratti di Carlo Sigonio e di Federico Pendasio, recentemente ritrovati da Denunzio [Fig. 2] 2,

Fig. 2 - Allestimento (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 2 - Allestimento (Fotografia: Susanna Winkler)

e con il piccolo, ma famosissimo, Ritratto di Antonietta Gonzalez, la giovane diventata famosa per aver ereditato dal padre uno sbilanciamento fisiologico che risultava nella crescita dei peli sul viso [Fig. 3] 3.

Fig. 3 – LAVINIA FONTANA, Antonietta Gonzales (1592), Olio su tela, 57x45,7 cm, Blois, Château Royal (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 3 – LAVINIA FONTANA, Antonietta Gonzales (1592), Olio su tela, 57x45,7 cm, Blois, Château Royal (Fotografia: Susanna Winkler)

La realizzazione di questo dipinto – e di un'altra versione emersa sul mercato antiquario il 4 giugno 2023 4 – era stata preceduta da un disegno conservato presso la Pierpoint Morgan Library di New York, già parte della mostra monografica curata da Vera Fortunati nel 1998 5.

Un'altra tela appartenente all'ambito dei mirabilia è il Ritratto di Maddalena Ventura con il marito e il figlio, realizzato da Jusepe de Ribera su commissione del viceré di Napoli Fernando Áfan de Ribera y Enriquez, uomo di cultura a cui piaceva collezionare ritratti di nani e persone deformi, per interessi scientifici e antropologici 6. Maddalena Ventura si trovava a Napoli nello stesso periodo del soggiorno dello Spagnoletto, che trovò nell'occasione l'opportunità di misurarsi con un soggetto eccezionale, un unicum nella sua produzione pittorica, in cui riesce a evitare la caricatura per donare al soggetto l'alta dignità di cui si meritava 7.

Nello stesso periodo dovette essere presente nella città Diego Velázquez, il più importante pittore del Siglo de Oro, che poté effigiare l'Infanta Maria d'Austria, forse nel Ritratto esposto in mostra, già assegnato al soggiorno napoletano nel 2024, sebbene con qualche restante incertezza 8, a causa dei numerosi ritratti dell'Infanta realizzati dal pittore sivigliano.

Non possono ovviamente mancare dei focus sui soggiorni a Napoli di Giovanna Garzoni e di Artemisia Gentileschi, che assecondavano il gusto artistico del viceré Fernando Áfan de Ribera. La Gentileschi, già protagonista della mostra monografica Artemisia Gentileschi a Napoli tenutasi sempre presso le Gallerie d'Italia tra 2022 e 2023, merita un'attenzione particolare, perché la sezione dedicatale risulta curata in maniera scientificamente rilevante: espone al pubblico italiano alcuni lavori dell'artista lontani geograficamente o ancora inediti. Tra questi, meritano di essere menzionati due piccolissimi oli rappresentanti Gesù Bambino dormiente, realizzati all'inizio del suo arrivo a Napoli, nel 1630. Accanto all'esemplare del Museum of Fine Arts di Boston – identificato come un'Allegoria della Morte nel catalogo della mostra Artemisia Gentileschi a Napoli 9 – e a quello di collezione privata ex Orsini 10, un'assoluta novità per gli studi è il Gesù Bambino dormiente sulla croce, che amplia e problematizza ulteriormente la riflessione sulle varianti iconografiche del soggetto.

Ampio e articolato è lo spazio che l'esposizione dedica a Diana Di Rosa, tra le figure più significative del Seicento napoletano [Fig. 4].

Fig. 4 - DIANA DI ROSA, Eliezer e Rebecca al pozzo - Cristo risorto e santa Maria Maddalena (1630/1635 ca - 1635/1640 ca), Olio su tela, 129,5x180,5 cm - Olio su tela, 143x123 cm, Napoli, Galleria Porcini - Collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 4 - DIANA DI ROSA, Eliezer e Rebecca al pozzo - Cristo risorto e santa Maria Maddalena (1630/1635 ca - 1635/1640 ca), Olio su tela, 129,5x180,5 cm - Olio su tela, 143x123 cm, Napoli, Galleria Porcini - Collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)

Per secoli fu considerata allieva di Massimo Stanzione e per questo ci si riferiva a lei come «Annella di Massimo»; fu raccontata da Bernardo De Dominici attraverso le memorie di Stanzione, tra cui compare l'episodio della tragica uccisione da parte del marito Agostino Beltrano per gelosia: un evento che aveva relegato la figura di Diana a soggetto di novelle, drammi e dipinti ottocenteschi, oscurando la sua produzione artistica. Ampiamente studiata in una recente monografia curata da Giuseppe Porzio 11, l'artista ritrova in questa mostra un riconoscimento pubblico: emerge una personalità forte, più di quella del marito Agostino, che dovette ricoprire il ruolo di collaboratore della moglie, come si verifica nello Sposalizio di Maria Vergine esposto in mostra [Fig. 5].

Fig. 5 - DIANA DI ROSA e AGOSTINO BELTRANO, Sposalizio della Vergine (1640 ca), Olio su tela, 135,5x250 cm, Napoli, Basilica di san Giovanni Maggiore (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 5 - DIANA DI ROSA e AGOSTINO BELTRANO, Sposalizio della Vergine (1640 ca), Olio su tela, 135,5x250 cm, Napoli, Basilica di san Giovanni Maggiore (Fotografia: Susanna Winkler)

Il percorso espositivo mette in rilievo le numerose nuove attribuzioni all'artista, tra le quali Santa Cecilia e un angelo, passata in asta nel 2022 a Parigi e acquistata successivamente dal Museum of Fine Arts di Boston 12; risulta interessante anche per vedere differenze e analogie tra gli stili di Annella e delle personalità che circondavano la sua figura. Infatti, la tela con Eliezer e Rebecca al pozzo, in occasione della comparsa sul mercato antiquario assegnata al fratello Giovan Francesco, detto Pacecco 13, è stata riconsegnata a Diana.

Una sezione tematica è dedicata alle dive napoletane: Andreana, o Adriana, Basile, fu la cantante scelta dai Gonzaga ma famosa in Europa [Fig. 6].

Fig. 6 - CARLO SELLITTO, Andreana Basile (1609/1610 ca), Olio su tela, 106x90,5 cm, Napoli, collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)
Fig. 6 - CARLO SELLITTO, Andreana Basile (1609/1610 ca), Olio su tela, 106x90,5 cm, Napoli, collezione privata (Fotografia: Susanna Winkler)

La Basile, accompagnata dalla sua numerosa famiglia, viaggiò per le corti italiane, dove fu sempre accolta con ossequi. Figura altrettanto affascinante è Giulia De Caro, «stella dell'alcova e della scena partenopea» 14, la cui vicenda biografica si intreccia con quella dell'impresaria Cecilia Siri Chigi, che ne sostenne il ritorno a Napoli dopo gli scandali che l'avevano costretta ad allontanarsi dalla città. La stessa Giulia, detta Ciulla, investì direttamente nell'attività teatrale partenopea, inaugurandone un inedito percorso storico.

Nell'ultima sezione, la mostra mette in luce figure di «piccole artiste», termine coniato da Eve Straussman-Pflanzer, non in senso riduttivo, ma per richiamare l'attenzione su biografie rimaste ai margini della storiografia per secoli. Tra queste, le due suore Luisa Capomazza e Maria De Dominici, esperta scultrice che lasciò un'Immacolata Concezione a Malta; Teresa Del Po, artista eccellente nelle miniature a gouache e nelle incisioni e autrice di decine di stampe che sono giunte fino a noi e ci permettono di conoscerne lo stile; Caterina de Julianis, figura ancora da scoprire per i pochi punti fermi che i documenti rendono noti, era l'unica ceroplasta napoletana della tarda età barocca, in un ambiente di dimensioni ridotte e popolato da soli uomini.

Il recupero di queste figure, tutt'altro che marginali nel loro tempo, rappresenta una necessità metodologica: un'indagine il più possibile contemporanea necessita di considerare anche la presenza femminile per comprendere pienamente la fisionomia del Seicento europeo.



NOTE

1 Fede Galizia 2021, p. 250.

2 DENUNZIO 2024, pp. 893-899.

3 Vera FORTUNATI, Lavinia Fontana: A Woman Artist in the Age of the Counter-Reformation, in LAVINIA FONTANA 1998, p. 29.

4 Maria Teresa CANTARO, Antonietta Gonzales, in Donne nella Napoli Spagnola 2025, p. 88.

5 Anna Maria FIORAVANTI BARALDI, Portrait of a Hairy Faced Girl, Daughter of Pedro Gonzalez, in Lavinia Fontana 1998, p. 92.

6 SPINOSA 2006, p. 305.

7 Ibidem.

8 DENUNZIO, PORZIO 2024 p. 55; D. G. Cueto, La regina Maria d'Austria, in Donne nella Napoli Spagnola 2025, p. 76.

9 Giuseppe PORZIO, Allegoria della Morte, in Artemisia Gentileschi a Napoli 2022, p. 186.

10 Maria Cristina TERZAGHI, Amour endormi (Allégorie de la Mort), in Artemisia 2025, p. 162.

11 PORZIO 2023.

12 Frederick ILCHMAN, C. WOLAAHAN, Santa Cecilia e un angelo, in Donne nella Napoli Spagnola 2025, p. 140.

13 Giuseppe PORZIO, Eliezer e Rebecca al pozzo, in Donne nella Napoli Spagnola 2025, p. 128.

14 P. Maione, Turbamento e fascinazione: Giulia Di Caro e il suo corpo eloquente, in DONNE NELLA NAPOLI SPAGNOLA 2025, p. 171.


BIBLIOGRAFIA


Artemisia Gentileschi a Napoli 2022

Artemisia Gentileschi a Napoli (Catalogo della Mostra, Napoli, Gallerie d'Italia, 3 dicembre 2022 - 19 marzo 2023), a cura di A. E. Denunzio e G. Porzio, Cinisello Balsamo (MI), Skira, 2022.

Artemisia 2025

Artemisia: héroïne de l'art (Catalogo della Mostra, Parigi, 19 marzo - 3 agosto 2025), a cura di

P. Cavazzini, M. C. Terzaghi, P. Curie, Bruxelles, Parigi, Fonds Mercator, 2025.

DENUNZIO 2024

Antonio Ernesto DENUNZIO, Two Unpublished Portraits by Lavinia Fontana, in “The Burlington Magazine”, CLXVI, 1458, 2024, pp. 893-899.

DENUNZIO, PORZIO 2024

ID., Giuseppe PORZIO, Velázquez a Napoli. e altre considerazioni sulle congiunture pittoriche tra Spagna e Viceregno, in “Velázquez. Un segno grandioso” (Catalogo della Mostra, Napoli, Gallerie d'Italia, 23 aprile – 14 luglio 2024), a cura di A. E. Denunzio, G. Porzio, D. Sobrino Ralston, Milano, Skira, 2024, p. 55.

Fede Galizia 2021

Fede Galizia. Mirabile Pittoressa (Catalogo della Mostra, Trento, Castello del Buonconsiglio, 3 luglio – 24 ottobre 2021) a cura di G. Agosti, L. Giacomelli, J. Stoppa, Trento, Castello in Mostra, 2021.

Lavinia Fontana 1998

Lavinia Fontana of Bologna (1552-1614) (Catalogo della Mostra, Washington D.C., The National Museum of Women in the Arts, 5 febbraio – 7 giugno 1998), a cura di V. Fortunati, Milano, Electa, 1998, pp. 13-31.

PORZIO 2023

Giuseppe PORZIO, Diana di Rosa: “bellissima, onestissima, virtuosa dipintrice” nella Napoli del Seicento, Napoli, Porcini, 2023.

Roma pittrice 2024

Roma pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo (Catalogo della Mostra, Roma, Museo di Roma – Palazzo Braschi, 25 ottobre 2024 – 23 marzo 2025), a cura di I. Miarelli Mariani, R. Morselli, Roma, Officina Libraria, 2024.

SPINOSA 2006

Nicola SPINOSA, Ribera. L'opera completa, Napoli, Electa, 2006, p. 305.





PDF
QrCode

Contributo valutato da due referees anonimi nel rispetto delle finalità scientifiche, informative, creative e culturali storico-artistiche della rivista

Risali