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Arte e Anatomia: Il Museo delle Cere di Cagliari come Testimonianza di Tradizione e Conoscenza
Denise Lilliu
ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 14 Aprile 2026, n. 1004
https://www.bta.it/txt/a0/10/bta01004.html
Articolo presentato in data 11 Marzo 2026, Accettato il 10 Aprile 2026 e pubblicato il 14 Aprile 2026
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Area Musei

ABSTRACT

L'articolo si pone l'obbiettivo di esplorare il ruolo storico, scientifico e culturale delle cere anatomiche, in particolar modo quelle presenti al Museo delle cere anatomiche di Cagliari, intitolato a Clemente Susini.
Un'attenta analisi riporta le caratteristiche e l'importanza della tecnica della ceroplastica nei diversi periodi storici dal medioevo all'epoca moderna, la bravura degli esponenti di questa tecnica e i vari rami della medicina in cui è stata utilizzata.
Sono state esaminate le tecniche di preparazione delle cere anatomiche, i materiali utilizzati e il loro impatto sulla ricerca medica e divulgazione scientifica.
La conclusione mette in evidenza un focus riguardante gli aspetti etici e museografici legati all'esposizione e conservazione delle cere che ne sottolinea il valore storico e scientifico.
In merito alla compilazione di questo articolo è stato adottato un approccio multidisciplinare intenzionato a offrire un'esposizione articolata degli argomenti.
I criteri adoperati per portare avanti l'esposizione sono stati basati sull'utilizzo di monografie specializzate, documenti di convegni, sitografie e visite fisiche al museo di Cagliari.
I risultati ottenuti sono stati ottimali per ricostruire un quadro a livello nazionale che sottolinea e riconosce quali sono i punti di forza e gli esponenti che hanno portato alla nascita del museo di Cagliari, e sensibilizza l'approfondimento di una tecnica estranea in un primo momento, ma che contiene numerosi elementi e dettagli totalmente inaspettati.

La genesi e lo sviluppo delle cere anatomiche è ben più remota di ciò che si immagina, se oggi le cere anatomiche sono strumento utile in campo medico, artistico o cinematografico, queste erano già presenti in passato ma con ruoli e con tecniche di produzione diversi.

Infatti, l'impiego della cera si era affermato già ai tempi dell'antico Egitto, dei Fenici, della Grecia antica e dei Romani 1 che la utilizzavano per scopi funerari, votistici 2, devozionali e ritrattistici, tra cui:

-Creare basi di fusione per oggetti come monete o gioielli.

-Creare amuleti o oggettistica.

La ceroplastica è stata anche materia di apprezzamento dei primi personaggi illustri, tra questi Plinio il Vecchio, che portò alcune considerazioni a riguardo nella sua Naturalis Historia, seguono poi altre considerazioni derivanti da altre fonti antiche come Platone e Plutarco.


Dal Medioevo all'Epoca Moderna

Nel Medioevo, con l'affermazione del cristianesimo, le cere devozionali si moltiplicarono, dando vita a opere di grande perfezione e dettaglio. Tuttavia, fu nel Quattrocento che si sviluppò un nuovo interesse per l'anatomia umana, favorito dall'attività di artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Tiziano. Questi produssero disegni e trattati anatomici che rappresentano un punto di svolta nella conoscenza del corpo umano, contribuendo anche alla nascita di una scuola di ceroplastica.


L'età d'oro della ceroplastica, il Settecento

Il Settecento è considerato l'età d'oro 3 della ceroplastica anatomica perché è questa l'epoca in cui vengono prodotte le più ricche collezioni attualmente esistenti. Le più vaste collezioni di questo secolo nascono a Bologna grazie a Ercole Lelli, Firenze grazie a Clemente Susini, Ferrara grazie all'anatomista Giovanni Tumiati e al ceroplasta Giuseppe Chiappi.


Metodi di preparazione e materiali utilizzati nell'arte della ceroplastica

La creazione delle opere attraverso la tecnica della ceroplastica variava da artista ad artista. Le tecniche, la preparazione, i composti utilizzati erano disparati.

La materia prima utile era la cerca d'api, la cera di Smirne, cera d'insetti o cere vegetali come, ad esempio, la cera di candelilla, carnauba o cera di sparto, tutte piante che crescono in posti aridi. A queste cere, per poter essere lavorate venivano aggiunte altre sostanze preferibilmente grasse, come la trementina, oli, acquaragia, spermaceti ricavati da cetacei, mastice. Questi elementi rendevano la cera più elastica e ne aumentavano il punto di fusione.

Dopo aver creato un amalgama di queste sostanze, la cera veniva fusa a bagnomaria, per evitare variazioni di colore e veniva aggiunto il colorante triturato.

In base alla forma o all'opera da creare veniva creato un calco bagnato successivamente con acqua tiepida e insaponato, per rendere semplice lo scollamento della creazione. La cera veniva poi versata dentro il calco.

Il calco era destinato ad essere aperto, pulito e rifinito dalle parti effimere 4. Diversi erano gli strumenti utilizzati per ricalcare, striare, scolpire, colorare la cera dotandola spesso di piccoli dettagli complessi da svolgere, come per esempio le parti anatomiche. A Base completata, si aggiungeva uno strato di vernice trasparente, sia per dare lucentezza, sia per fissare.

Ogni singolo passaggio veniva fatto sotto gli occhi di sapienti anatomici e studiosi per conferire realismo e coerenza.

Proprio come i pittori, anche le opere di cera avevano un'identità, conferita dall'artista, che rendeva il suo “tocco” riconoscibile.

Molto di frequente erano i ceroplasti a creare per sé stessi gli strumenti di cui avevano bisogno, per poter rifinire le loro opere, in quanto solo loro stessi avevano in mente ciò che poteva servirgli e la possibilità di crearlo.


La scelta del colore dell'opera poteva avvenire in due momenti diversi:

  1. Mescolando il colore alla cera prima della fusione

  2. Dipingendo l'opera in un secondo momento con dei coloranti scelti


Oltre alla creazione delle opere tramite calco, esisteva anche la creazione a “iniezione” utilizzata però per cere anatomiche, animali, vegetali.

La struttura corporea di questi veniva ricoperta con l'amalgama di cera e altre sostanze vegetali, non prima di aver iniettato nel corpo di questi delle sostanze utili (resina o bismuto) a bloccare il processo di deterioramento corporeo e rendere la struttura scheletrica rigida.

Dopo aver creato la base dell'opera, questa veniva adornata e rifinita allo stesso modo delle cere create con calco.

Per poter creare queste opere, spesso i ceroplasti si affidavano a consigli di chimici, dissettori, chirurghi.

Le vene venivano fatte con prodotti sottili, strumenti di precisione e colorate di azzurro con l'azzurrite, mentre le arterie con il rosso cinabro.


Ruolo delle cere anatomiche nella ricerca medica e nella divulgazione scientifica

Verso la metà del Seicento e nel corso del Settecento, alla conoscenza di questa nuova tradizione artistica, comincia a svilupparsi un nuovo bisogno. Quello di poter studiare, spiegare e riprodurre in termini medici e scientifici ciò che era l'anatomia umana. Non bastava più la vista dei corpi, dei cadaveri (con il conseguente traffico illecito di questi) e dei vegetali, questi andavano riprodotti per poterne agevolare lo studio e avere delle tracce. L'utilità delle riproduzioni anatomiche in cera era proprio il rendere più interessanti e agevoli le lezioni universitarie.

L'applicazione di questa tradizione in campo medico scientifico scaturì in gran parte anche grazie alla rivoluzione scientifica e al cambiamento della percezione della morte.

Nacquero in questa epoca i primi teatri anatomici, utilizzati sia come mezzo didattico, sia come strumento di documentazione.

I campi della medicina interessati erano tanti: odontostomatologia, ginecologia e ostetricia, dermatologia, questi sono solo alcuni.



Fig. 1 - CLEMENTE SUSINI, Testa e collo di uomo con preparati i vasi superficiali del cervello, i rami del nervo trigemino e il nervo ipoglosso, Museo delle cere di Cagliari, Foto Wikimedia Commons
Fig. 1 - CLEMENTE SUSINI, Testa e collo di uomo con preparati i vasi superficiali del cervello,
i rami del nervo trigemino e il nervo ipoglosso
, Museo delle cere di Cagliari, Foto Wikimedia Commons


OSTETRICIA

La ceroplastica fece capolino in questo braccio della medicina solo nella seconda metà del XVII. La donna in gravidanza al tempo era abbandonata a sé stessa, pochi erano gli studi e poche le rappresentazioni mediche. Le levatrici erano prive di formazione, si affidavano solo a racconti e conoscenze, mettendo in pericolo la salute delle partorienti e dei nascituri.



Figure importanti nell'ambito della ceroplastica

GAETANO ZUMBO (1656-1701)

La figura di Gaetano Zumbo ebbe un notevole impatto sul ruolo della medicina legata alla tradizione ceroplastica. Il suo interesse e la passione per l'anatomia e le riproduzioni anatomiche, lo portarono a grossi livelli di prestigio, non solo in Italia, ma anche in Francia alla corte di Luigi XIV che gli concesse il monopolio delle riproduzioni anatomiche delle cere in Francia.


ANNA MORANDI (1714-1774)

Si tratta di una grande ricercatrice e artista, sicuramente la prima artista italiana legata al a questa tecnica e un importante personaggio per quell'epoca in quanto donna.

Solo poche avevano accesso allo studio delle scienze e della medicina. Lei si interessò allo studio degli organi di senso 5 e scoprì il sacco lacrimale. Sposò Giovanni Manzolini (1700-1755), anche lui grande artista e ricercatore 6, insieme a lui compiva ricerche e dissezioni di cadaveri, tanto che alla morte del marito causata da tubercolosi, prese la sua cattedra in università a Bologna.


GIOVANNI ANTONIO GALLI (1708-1782)

Insegnante e studioso di ostetricia, insegnò per diversi anni, prima in casa sua e poi all'Università di Bologna, dove ottenne una cattedra d'ostetricia. Durante le sue lezioni si serviva di una collezione privata di modelli in argilla e cera. Collezione che in seguito venne acquistata da Papa Benedetto XIV per implementare le collezioni didattiche dell'Istituto delle Scienze di Bologna.

I modelli anatomici 7,ebbero grande riuscita in questo campo, davano la possibilità di approfondire le fasi del parto e capire la disposizione del feto nell'utero.

La collezione di Galli mise le basi per la nascita del Museo La Specola di Firenze.


IL MUSEO DI CAGLIARI: Fondazione e caratteristiche

Per conoscere il museo di Cagliari è necessario fare una panoramica dei protagonisti che ne hanno permesso la nascita: Francesco Antonio Boi, Clemente Susini e Alessandro Riva.

FRANCESCO ANTONIO BOI

Francesco Boi (Olzai, 1767-1855) la sua storia prende avvio in un piccolo paese della Sardegna, nel nuorese. Figlio di una famiglia umile, agricoltori da diverse generazioni. Francesco interrompe la tradizione, mostrando fin da fanciullo, uno spiccato talento e una predisposizione alla conoscenza convincendo i genitori a perseguire una carriera ecclesiastica e inserirlo presso i padri della Minore Osservanza di Fonni 8.

In seguito, Cagliari lo accolse per la maggior parte della sua esistenza, è in questa città che porta a termine gli studi di grammatica, lettere e filosofia. E sempre in questa città si immatricola nella Facoltà di Medicina, diventando dottore nel 1795. Le ipotesi precoci sulla sua bravura vengono dimostrate, è stato uno dei medici più apprezzati nel Cagliaritano, tanto che gli viene dato il compito di supplente all'università e un anno dopo la laurea, viene nominato, con regio decreto del 1796, dottore aggregato del collegio docente e subito dopo, professore straordinario supplente della facoltà. Il 16 marzo 1799 raggiunge l'apice del suo mestiere e diventa docente titolare della cattedra di anatomia dell'Università di Cagliari.

Dopo gli anni a Cagliari, la sua professione e la presenza di pochi studenti in città, lo portano ad insegnare presso altre cattedre, all'università di Pavia, Pisa e poi Firenze. Facoltà più grandi

e più ricche di strumenti e laboratori rispetto a quella di Cagliari. Tanto è vero che l'Università di Firenze era dotata di una vera e propria sala incisoria.

A Firenze comincia a collaborare anche con Paolo Mascagni e poi sempre a inizio Ottocento collabora anche con Clemente Susini, prima di tornare definitivamente a Cagliari nel 1805, dove riprende l'insegnamento, proseguendolo sino al 1844 e raggiungendo il termine della sua carriera, oggi comunemente chiamata “pensione”.

Nel 1818 fu nominato protomedico generale della Sardegna e nel 1824 viene insignito del cavalierato e di titolo nobiliare. Morì a Cagliari il quindici maggio 1850.

Il Boi grazie alle sue conoscenze diede lustro e mise i mattoni per la storia del Dipartimento di Citomorfologia a Cagliari.


CLEMENTE MICHELANGELO SUSINI

Clemente Susini (Firenze 1754-1814) Figlio di Lorenzo e Maria Annunziata Vernaccini, famiglia di umile provenienza.

I suoi studi sono legati all'arte, si specializza prima nella pittura su vetro e poi in altre tecniche di lavorazione come, per esempio, scultura in bronzo e incisione su rame.

Non tarda ad iscriversi all'Accademia delle belle arti nel 1771 ottenendo fin da subito premi e riconoscimenti 9.

Nel 1772 comincia la sua vera e propria carriera lavorativa nello studio dello scultore Pompilio Ticciati, e comincia ad essere notato da artisti e personaggi di spicco all'epoca e a collaborarci. Basti ricordare la collaborazione con Ferrini, insieme realizzano la Venere dei medici, una statua smontabile con protagonista una donna gravida ad altezza naturale. Questa statua è stata di ispirazione per molti altri musei come lo Josephinum di Vienna, e altri complessi museali a Budapest, Pavia, Bologna.

Nel 1782 diventa modellatore capo e si adopera nella produzione di statue per La Specola di Firenze e opere a tema religioso come i Cristi morti dell'Oratorio di San Filippo Neri di Vicchio e dell'Oratorio di Pieve di Fagna a Scarperia. Molte altre opere a carattere religioso le troviamo nella collezione del Castello di Sanluri (Sud Sardegna), di proprietà dei conti Villasanta.

Altrettante sono le opere che gli sono state commissionate dall'Università di Pavia (le due statue scomponibili di genere maschile e femminile) e per il Museo di Storia Naturale di Parigi (capo con nervi facciali).

Tante delle sue cere anatomiche sono state prodotte anche per il Museo delle cere anatomiche Luigi Cattaneo di Bologna.

Tra le poche produzioni scritte o disegnate dal Susini, oggi reperibili c'è un atlante anatomico con didascalie e disegni policromi, situato presso la Biblioteca universitaria di Genova.

Dal 1799 Susini continua la sua carriera lavorativa con l'assunzione all'Accademia delle belle arti di Firenze, con l'incarico di insegnante di disegno ed esaminatore.

Dal 1803 al 1805 Susini riceve la commissione cardine per la nascita del Museo delle cere di Cagliari, Carlo Felice di Savoia gli commissiona le cere anatomiche per il museo.


ALESSANDRO LODOVICO RIVA

Alessandro Lodovico Riva 10, Milano (1939-) Figlio dei genitori Carolina Ajmar e Giuseppe Riva. In adolescenza segue studi classici, per poi immatricolarsi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia a Pavia, con la possibilità di avere accesso diretto all'Istituto di Anatomia Umana per la durata di sei anni di corso 11.

Riva è figlio degli insegnamenti dei professori: Antonio Pensa, Gennaro Palumbi, Luigi Cattaneo e Bruno Zanobio. Nel 1964 è grazie a loro che si laurea a pieni voti. In questo stesso anno viene consacrato membro della Società Italiana di Anatomia e riceve il Premio di Laurea Lamberti-Zanardi, premio che gli dà l'input per trasferirsi a Cagliari.

Nel 1969 convola a nozze con Francesca Testa, insegnante di Istologia ed Embriologia all' Università di Cagliari. Insieme ebbero tre figlie: Laura, Giulia e Margherita.

A Cagliari è stato assunto dal professor Luigi Cattaneo, con il ruolo di ausiliario all'Istituto di Anatomia.

Nel 1965 vince una borsa di studio del British Council che lo porta per circa un anno al Department of Anatomy del St. Thomas Hospital di Londra.

Nel 1971 diventa direttore dell'Istituto di Anatomia di Cagliari.

All'Università di Cagliari riceve gli incarichi di: professore di Anatomia topografica (1968-1969), di Istologia, Embriologia generale (1969-1972), Anatomia umana normale (1970-1975), Anatomia umana della Facoltà di Farmacia (1977-1980), Anatomia dell'Apparato Odontostomatologico, (1979-1986); dal 1975 al 2010 Ordinario di Anatomia umana 12.

Nel 1989 diventa insegnante anche del corso di Storia della Medicina.

Dal 1997 al 2009 è stato presidente del Corso di Laurea in Scienze infermieristiche.

Nel 2011 diventa professore emerito all'Università di Cagliari.

Riva fa parte anche di tredici Società Scientifiche nazionali e internazionali, ed è presidente dell'Associazione Clemente Susini, ha il ruolo di segretario della SIAI fino al 2017.

Sempre nel 2009 ha ricevuto un premio di grossa entità negli Stati uniti a Miami, da parte della International of Dental Research. È autore di oltre centosettanta pubblicazioni in merito alla medicina e di diversi volumi sulle cere anatomiche, varie guide e audioguide in inglese e italiano, organizzatore di altrettanti convegni, anche internazionali.

Dal 2010 al 2017 è stato anche professore dell'Università di Miyazakied (Giappone).

Nel 2017 a Taormina durante il settantunesimo congresso Nazionale della società di Anatomia ha ricevuto il Premio alla Carriera dovuto “All'impegno e la dedizione nell'attività scientifica ed accademica come Maestro delle Scienze anatomiche" 13.


Fondazione e storia del Museo delle Cere di Cagliari

Dopo aver fatto una panoramica sui protagonisti che gravitano intorno alla nascita del museo, ne vado a spiegare le origini.

Il 1801 risulta essere una data chiave, si tratta dell'anno in cui il professor Francesco Antonio Boi riceve dal viceré di Sardegna Carlo Felice un importante finanziamento per ampliare i suoi studi e viaggiare tra le più importanti università d'Italia. É a Firenze che stringe legami lavorativi con Clemente Susini, colui che produce tra 1803 e 1805 la collezione di cere per il Museo di Antichità e Storia Naturale della Regia Università di Cagliari 14. Cere commissionate dal precedentemente citato Carlo Felice.

Il museo ha avuto diverse sedi: Nel 1805 all'arrivo della collezione era situato nel Palazzo Viceregio, nel quartiere di castello, poi trasferito nel 1858 a Palazzo Belgrano appartenente all'Università di Cagliari. Nel 1923 viene spostato nuovamente nella vecchia sede dell'Istituto di Anatomia in Via Porcell.

Durante la Seconda guerra mondiale, Cagliari subì dei terribili bombardamenti. Molte opere finirono avvolte nei giornali e nascoste 15.

Nel 1991 la grande svolta, viene aperto al pubblico e spostato definitivamente e in maniera permanente nella sala pentagonale nella Cittadella dei Musei, sempre a Cagliari. Questo per merito del curatore della collezione, Alessandro Lodovico Riva e del rettore dell'università Duilio Casula. Riva ha avuto il ruolo di curatore fino al 2016.

Utile è sapere anche quali sono le origini dell'idea di Carlo Felice.

All'epoca il progresso scientifico aveva raggiunto altissimi livelli, le facoltà di medicina erano in aumento in tutto il territorio nazionale. Proprio per proseguire in questa direzione, si sentiva il bisogno di disporre di cadaveri utili agli studi del corpo umano e delle patologie.

Per ovviare a questo bisogno nascono le cere anatomiche.


La collezione delle cere anatomiche



Fig. 2 - Panoramica della sala principale del Museo delle cere di Cagliari. Foto Wikimedia Commons
Fig. 2 - Panoramica della sala principale del Museo delle cere di Cagliari. Foto Wikimedia Commons

Il museo ospita ventitré modelli anatomici in cera policroma e settantotto pezzi che rappresentano gli apparati anatomici umani. La collezione è stata interamente prodotta al Museo La Specola di Firenze.

La collezione è frutto della maturità artistica di Clemente Susini, con questa tocca l'apice della sua carriera, offrendo realisticità e qualità massima.

Queste cere anatomiche sono avanti e rappresentano il progresso scientifico degli anni, alcune rappresentano caratteristiche fisiche appena state scoperte. La raffigurazione delle viscere supera quasi la realtà. Alcune cere mostrano i genitali femminili, con dettagli che fino a poco tempo fa non si conoscevano.

Le opere sono rese particolarmente bene dal punto di vista anatomico, gli elementi macabri sono assenti e non provocano impressione. I colori sono vividi e la texture realistica. Si tratta delle uniche opere di Susini, accompagnate da targhetta originale con data di produzione e firma personale.

Le cere sono suddivise su 23 tavole all'interno di teche fatte di legno e vetro.

Tra le sezioni più importanti del museo c'è quella dello sviluppo del feto all'interno della pancia di una donna. Riprodotto fedelmente e seguendo minuziosamente le fasi di gestazione, fino alla nascita.

Al museo possiamo trovare anche una sezione legata alla patologia. Dove vengono rappresentate delle malattie o condizioni mediche.

Il patrimonio museale oggi appartiene all'Università degli Studi di Cagliari ma è curato e valorizzato dal Centro Interdipartimentale dei Musei, e dell'Archivio Storico (CIMCAS) 16.


Valore scientifico e culturale delle cere nel museo

Le cere anatomiche sono dotate di un grande valore scientifico, in quanto sono capaci di rappresentare in modo realistico e dettagliato parti anatomiche e non, utili allo sviluppo scientifico nel campo della medicina o nel campo culturale perché danno la possibilità di ricostruire aspetti dei particolari fisici del passato e di approfondirne la conoscenza.

Il valore scientifico che le cere apportano equivale a:

- Studio e conservazione della storia naturale e umana, le figure di cera rappresentano un importante strumento di ricerca per le scienze umane e naturali. Attraverso la loro realizzazione si conservano dettagli antropometrici, fisici, vestiti, e caratteristiche fisiognomiche di umani appartenenti a epoche e culture diverse senza dover ricorrere a resti umani.

- Strumento di educazione e divulgazione scientifica: i musei delle cere sono divulgatori di conoscenza scientifica al pubblico. La tecnica della ceroplastica permette di avvicinare il pubblico a temi complessi, rendendoli più accessibili, stimola la curiosità e l'apprendimento, contribuendo alla formazione di una cultura scientifica.


Le cere non sono dotate solo di valore scientifico, ma anche di un forte valore culturale, che possiamo riassumere in alcuni punti:


- Collaborano alla conservazione del patrimonio storico e artistico, le cere rappresentano un patrimonio culturale che il museo si impegna a conservare e valorizzare, come tutto il resto delle opere presenti in un museo. La loro realizzazione richiede grosse conoscenze competenze artistiche e tecniche, e il loro mantenimento richiede molteplici interventi di conservazione e restauro.

- Forniscono educazione e formazione culturale attraverso le esposizioni, le mostre e le attività didattiche, i visitatori ricevono degli strumenti base per la conoscenza della storia, dell'arte e della scienza.

- Promuovono il turismo: le cere e in generale il museo delle cere, hanno la capacità di integrare gli aspetti scientifici e culturali, creando un'esperienza multidisciplinare che arricchisce il visitatore.




          

NOTE

1 TRECCANI, CEROPLASTICA.

2 SANTORO P. 2024.

3 BRESADOLA, CAPITANI 2017, pp. 399-407.

4 DAL FORNO 2009.

5 FOCACCIA 2008.

6 COSTA 2021.

7 ARMOCIDA, ALDINI 2014, pp. 51-54.

8 TACCARI 1969.

9 RIVA 2019.

10 FRONGIA 2021.

11 TRUCAS 2024.

12 TRUCAS,QUARTU 2020.

13 MURGIA 2017.

14 RIVA 2007.

15 RIVA, CONTI 2010, pp. 209-222.

16 UNIVERSITA' DI CAGLIARI.




BIBLIOGRAFIA

ARMOCIDA, ALDINI 2014

Emanuele ARMOCIDA, Nicolò NICOLI ALDINI, Alessandro RUGGERI, L'arte ceroplastica come mezzo per la dimostrazione e la documentazione nella chirurgia odonto-stomatologica in Giornate di Museologia Medica, le collezioni di Odontoiatria, atti del convegno, Tueor servizi, Torino 6-7 novembre 2014, pp. 51-54.

BRESADOLA, CAPITANI 2017

Marco BRESADOLA, Silvano CAPITANI, La ceroplastica anatomica del Settecento. Racconto di una mostra in Castelli di Yale online, CY online, 2017, volume V, numero 2, pp. 399-407.

DAL FORNO 2009

Federica DAL FORNO, La ceroplastica anatomica e il suo restauro. Un nuovo uso della TAC, una possibile attribuzione a G.G. Zumbo, Firenze, Nardini editore, 2009.

FOCACCIA 2008

Anna Morandi Manzolini. Una donna fra arte e scienza. Immagini, documenti, repertorio anatomico a cura di Miriam FOCACCIA, Firenze, Leo S. Olschki, 2008.

RIVA 2007

Alessandro RIVA, Flesh and Wax: The Clemente Susini's anatomical models in the University of Cagliari, Nuoro, Ilisso, 2007.

RIVA, CONTI 2010

Alessandro RIVA ,Gabriele CONTI, Paolo SOLINAS, Francesco LOY, The evolution of anatomical illustration and wax modelling in Italy from the 16th to early 19th centuries, « Journal of Anatomy», volume CCXVI, Fascicolo II, 2010, pp. 209-222.


TRUCAS, QUARTU 2020

Marcello TRUCAS, Marina QUARTU, Alessandro RIVA, Anatomia Clavis et Clavus Medicinae Storia dell'Anatomia nell'Università di Cagliari, Cagliari, Unica press, 2020.


SITOGRAFIA

COSTA 2021

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FRONGIA 2021

Mario FRONGIA, Anatomia, scienza e storia della medicina. Dall'Università di Cagliari tra passato e futuro, Mario Frongia intervista Alessandro Riva, in “Unica news”, ottobre 2021 https://web.unica.it/unica/en/news_notizie_s1.page?contentId=NTZ344536 - News, consultato a luglio 2025.

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Giangavino MURGIA, Premio alla carriera al Maestro delle scienze anatomiche professor Alessandro Riva, cittadino onorario di Olzai, «La Barbagia.net», giornale online, settembre 2017, OLZAI. Premio alla carriera al Maestro delle scienze anatomiche professor Alessandro Riva, cittadino onorario di Olzai https://www.labarbagia.net/notizie/attualita/11885/olzai-premio-alla-carriera-al-maestro-delle-scienze-anatomiche-professor-alessandro-riva-cittadino-onorario-di-olzai, consultato a luglio 2025.

RIVA 2019

Alessandro RIVA, Susini Clemente Michelangelo, in Dizionario biografico degli italiani, 2019, volume XCIV Enciclopedia Treccani online, SUSINI, Clemente Michelangelo - Enciclopedia - Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/clemente-michelangelo-susini_%28Dizionario-Biografico%29/. Consultato a giugno 2025.

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Pierdario SANTORO. Schede tecniche dell'antiquariato, l'arte della ceroplastica, “la storia”, a cura di Gaia SANTORO, Marta BORTOLOTTO. 123-La-ceroplastica-I-parte.pdf, Consultato a luglio 2025.

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Egisto TACCARI, Boi Francesco Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, 1969, volume XI Enciclopedia - Treccani online BOI, Francesco Antonio - Enciclopedia - Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-antonio-boi_%28Dizionario-Biografico%29/ consultato a giugno 2025.

TRECCANI, CEROPLASTICA.

Ceroplastica - Significato ed etimologia - Vocabolario - Treccani, https://www.treccani.it/vocabolario/ceroplastica/ consultato a giugno 2025.

TRUCAS 2024

Marcello TRUCAS, Il Prof. Riva festeggia i suoi 60 anni da Sardo, «Giornalia», articolo online, quindici novembre 2024, Giornalia ® - Il Prof. Riva festeggia i suoi 60 anni da Sardo, https://giornalia.com/articoli/il-prof-riva-festeggia-i-suoi-60-anni-da-sardo/, consultato a luglio 2025.

UNIVERSITA' DI CAGLIARI

Sito ufficiale della Collezione delle cere anatomiche "Clemente Susini" e dell'Università degli Studi di Cagliari, Collezione delle cere anatomiche "Clemente Susini" | Università degli Studi di Cagliari, https://www.unica.it/it/societa-e-territorio/musei/collezione-delle-cere-anatomiche-clemente-susini consultato a luglio 2025.




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