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Mauro Rea: diapason dell'arte e del mondo contemporanei  

Stefano Colonna
ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 19 Marzo 2024, n. 953
https://www.bta.it/txt/a0/09/bta00953.html
Articolo presentato il 14 Marzo 2024, accettato il 17 Marzo 2024 e pubblicato il 19 Marzo 2024
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Area Artisti

Il Maestro Mauro Rea è un professore di Storia dell'Arte oggi in pensione con tanti anni di insegnamento alle spalle e si vede che nelle sue opere d'arte non c'è solo la pur vibrante materia pittorica, ma si trova anche e soprattutto il metodo di insegnamento scolastico inteso come quello che mi è piaciuto qui definire per la prima volta il “diapason dell'arte1. Mi spiego meglio: innanzitutto vediamo insieme che cos'è un diapason. Secondo il vocabolario Treccani online il «dïàpaṡon s. m. [dal gr. διὰ πασῶν (χορδῶν) «attraverso tutte (le corde)»; lat. diapāson]. – [...] 3. a. Strumento atto a dare con notevole purezza un suono determinato; è costituito da una sbarretta di acciaio a forma di forchetta a due rebbî che, colpiti meccanicamente, vibrano producendo un suono di frequenza determinata che dipende dalle dimensioni dello strumento e dalle caratteristiche elastiche dell'acciaio. Si usa, oltre che per esperienze di acustica, nella pratica musicale, per dare il la ai cantanti o agli strumenti (la nota data è il la3, corrispondente a un suono di 440 vibrazioni al secondo, sul quale, per convenzione internazionale, si accordano gli strumenti dell'orchestra: ed è questo il cosiddetto diapason normale); di qui, nel linguaggio comune, l'espressione dare il diapason, meno frequente però che dare il la, dare la giusta intonazione, anche in usi fig. (dare il diapason ad una conversazione, ad una discussione, ecc., dare il giusto avvio). [...]» 2 e il corista sempre secondo l'Enciclopedia Italiana Treccani online «[...] è usato nella pratica per assicurare l'esatta intonazione delle voci e degli strumenti musicali.» 3

Ho ragione di credere che Mauro Rea con le sue opere assolutamente sperimentali riesca, appunto, ad assicurare l'esatta intonazione dell'Arte contemporanea altrimenti difficilmente comprensibile al grande pubblico.

Vediamo allora gli esempi presenti nella mostra del 2024 che, secondo la volontà dell'autore, costituiscono un'antologia della produzione di una vita intera 4: «quasi tutti i lavori sono realizzati con materiali diversi, di recupero [...] e alla base vi è sempre una forte riflessione e attenzione ai contenuti, ad un'idea di transitorietà, di caduta e riscatto [...] sono visioni, memorie, discese nell'inconscio [...] » 5

La Natura, che è rappresentata dalla foglia secca di bosco inserita nel collage polimaterico, si fonde con il simbolo dell'industria, vale a dire la lattina di limonata schiacciata [Fig. 1], all'insegna dell'“Icona Pop” come Mauro Rea stesso la definisce.

Fig. 1 – MAURO REA, Incontri scontri ravvicinati. Icone Pop. Polimaterico, 2023. Foto cortesia di Mauro Rea
Fig. 1 – MAURO REA, Incontri scontri ravvicinati. Icone Pop
Polimaterico, 2023. Foto cortesia di Mauro Rea.

Nel testo introduttivo alla monografia a lui dedicata 6 così scrive Donato Di Poce: «Il furore CreAttivo e sperimentale di Mauro Rea, non smette di stupire e di regalarci nuove sorprese e rivelAzioni, e questa raccolta di piccoli capolavori (perlopiù polimaterici su legno di circa 20 x 40), vere e proprie “Icone POP” finalmente in mostra, ne sono la testimonianza. In realtà si tratta di sedimentazioni e accumulazioni carsiche che nel tempo Rea ha sapientemente elaborato e accumulato come un alfabeto iconico raccolto dalla strada (lattine di Coca Cola schiacciate e sapientemente e Duchampianamente decontestualizzate), per diventare matrice e logos di una rinascita materica ed estetica. Chiariamo subito che l'utilizzo del banale quotidiano che opera Rea non è da ricondurre alla serialità filosofica e concettuale dei Brillo Box di Warhol, semmai allo stordimento esistenziale di Basquiat e alle contaminazioni ludiche di Haring.» Donato Di Poce ha perfettamente compreso il senso ultimo dell'opera di Mauro Rea in quanto l'aspetto Pop delle sue opere è «Duchampianamente decontestualizzato» insomma, in parole povere, queste non sono affatto appartenenti alla Pop Art storicamente intesa. Sono effettivamente però, e quindi il titolo di Mauro Rea è giusto, delle “Icone Pop” in quanto rimandano alla nostra epoca storica contemporanea della società di massa grazie alla foglia morta che rappresenta la Natura nel momento cruciale in cui si manifesta il pericolo di vederla scomparire per via del nefasto prevalere della forza bruta dell'Industria rappresentata dalla lattina schiacciata [Fig. 1]. Il messaggio finale è insomma che l'Industria nella società di massa ha modificato la Terra intera e il suo ecosistema nella contemporanea era dell'antropocene, vale a dire del mondo antropizzato.

Ritengo però che il messaggio di Mauro Rea sia ancora più complesso: infatti la presenza di elementi esplicitamente connessi con le vecchie tradizioni di lavorazione manuale della terra da parte degli agricoltori. Il rastrello da giardino ricorda i capelli dell'artista in un insolito autoritratto nei panni del novello demiurgo [Fig. 2] e il gancio che tiene fermo il cavallo alla parete inserito polimatericamente in una tavoletta colorata munita di un occhio ricorda un'antica divinità [Fig. 3].

Fig. 2  - MAURO REA, Autoritratto povero, 2023. Polimaterico. Foto cortesia di Mauro Rea.
Fig. 2 - MAURO REA, Autoritratto povero
Polimaterico, 2023
Foto cortesia di Mauro Rea.










Fig. 3 – Quasi un autoritratto. Santi e Demoni, Polimaterico, 2023. Foto cortesia di Mauro Rea
Fig. 3 – MAURO REA, Quasi un autoritratto. Santi e Demoni
Polimaterico, 2023
Foto cortesia di Mauro Rea.

Ecco che dunque Mauro Rea si presenta come un Diapason vivente la cui funzione sciamanica consiste nel dare il “la” a tutti gli uomini e donne del mondo al fine di curare le ferite della Terra Madre e restituire finalmente all'umanità intera la propria funzione di motrice della Storia. In questo senso, per comprendere il “rapporto Diapason – Terra”, potrebbe essere utile, come mi suggerisce Elisabetta Tizzoni, fare riferimento alla cosiddetta “Risonanza Schumann” che secondo Wikipedia.it «[...] è un gruppo di picchi di risonanza avvertibili nella porzione di spettro elettromagnetico nelle frequenze estremamente basse (ELF), presenti nell'atmosfera terrestre. Si tratta di risonanze elettromagnetiche globali, eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini, nella cavità formata tra la superficie terrestre e la ionosfera. Questo fenomeno prende il nome dal fisico tedesco Winfried Otto Schumann, che nel 1952 ne scrisse una previsione matematica [...]» 7 e questo messaggio, a mio parere, è contenuto nelle opere presentate in mostra come un filo rosso comun denominatore.

Al giorno d'oggi non siamo più abituati ad assistere ad un'Arte che trasmetta un significato profondo quindi il messaggio nascosto del Diapason conferisce alle opere esposte in questa Mostra di Mauro Rea un valore aggiunto inestimabile e sono convinto che produrrà un effetto molto positivo per l'apprezzamento dell'uomo e della donna comuni nei confronti dell'Arte Contemporanea. Come dice Mauro Rea: Arravutamm o'munno. L'Immaginario non ha confini ! [Fig. 4]

Fig. 4 –  Arravutamm o’munno. L’Immaginario non ha confini. Libro scultura chiuso, 2023. Foto cortesia di Mauro Rea
Fig. 4 – MAURO REA,
Arravutamm o'munno. L'Immaginario non ha confini
Libro scultura chiuso, 2023.
Foto cortesia di Mauro Rea.

           
           
           
           

NOTE

1 Ringrazio Elisabetta Tizzoni per i consigli musicologici offerti, Guido Faggion per la conversione del file doc in HTML e Michela Ramadori per la normalizzazione dell'articolo e due consigli bibliografici

2 Si veda Sitografia / Diapason.

3 Si veda Sitografia / Corista.

4 Mostra Mauro Rea - Carte, parassiti e altre storie. Studio d'Arte FC, in via Tanari 1445/b, Castel San Pietro terme (Bo). A cura di Donato Di Poce e Anna Boschi (in programmazione).

5 Frasi tratte da una comunicazione orale di Mauro Rea del 04/03/2024.

6 DI POCE 2020, p. 19.

7 Si veda: Sitografia / Risonanza Schumann. Cfr. TUFANO 2012; PAZNUKHOV et alii 2017.



BIBLIOGRAFIA

DI POCE 2020

DONATO DI POCE, MAURO REA: Icone Pop (Dalle Matrici dell'Incompiuto alla Stanza di Arles), Lecce, I quaderni del Bardo Edizioni, 2020.

PAZNUKHOV et alii 2017
A. V. PAZNUKHOV, Y. M. YAMPOLSKI, A. P. NiCKOLAENKO, A. V. KOLOSKOV, Comparison of air temperature variations on the African continent and the Schumann resonance intensity by using long-term antarctic observations, in “Radio phys. radio astron.”, 2017, 22(3), pp. 201-211. DOI: https://doi.org/10.15407/rpra22.03.201

TUFANO 2012
Ermanno TUFANO, Evidenze dell'induzione di segnali elettromagnetici a bassa frequenza da parte di DNA in soluzione, Elaborato in Biochimica, Relatore: Emanuele Giordano, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Sede di Cesena, a.a. 2011/2012, 11 Ottobre 2012 https://amslaurea.unibo.it/4199/




SITOGRAFIA

Corista
https://www.treccani.it/vocabolario/corista/
consultata in data 13/03/2024.

Diapason
https://www.treccani.it/vocabolario/diapason/ consultato in data 14/03/2024.

Risonanza Schumann
https://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_Schumann consultato in data 14/03/2024.

           
           
           
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